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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Case di vetro

di Louise Penny

Einaudi – Pagg. 560 – € 15,00 > lo vendo ad € 6,00 + spese di spedizione

Trama: Crimini e vecchi segreti irrompono a Three Pines, villaggio idilliaco nascosto in un angolo di Canada. A occuparsene, Armand Gamache, comandante in capo della polizia del Québec.

Quando, una fredda mattina di novembre, una figura misteriosa appare a Three Pines, la piccola comunità resta a osservarla incuriosita. Nonostante piova e nevichi, lo sconosciuto resta fermo, con lo sguardo puntato davanti a sé, come a lanciare un’accusa.

Armand Gamache, recentemente promosso a comandante in capo della Sureté du Québec, non presagisce nulla di buono. Infatti ben presto la misteriosa figura sparisce e al suo posto compare un cadavere. Armand Gamache inizia a indagare.

Letto da: Paolo

Opinione personale: Avevo letto, forse su Il Libraio, della serie del Commissario Gamache e mi aveva stuzzicato, ma poi è stata Rok ad acquistarlo quando aveva finito le scorte; a lei non è piaciuto e lo ha terminato a fatica.

Pur leggendo entrambi gialli in quantità, abbiamo parametri di valutazione diversi, per cui capita che talvolta il giudizio sia differente, ma questa volta concordo appieno; tutto sommato la trama c’è, anche se è inutilmente complicata dalla vicenda del Cobrador, tirata per le lunghe e che appesantisce il libro.

560 pagine sono veramente troppe e la lettura passa da lenta a noiosa e solo verso il finale si ravviva, anche se non salva il libro da un giudizio che si ferma ad un Medio-Scarso. Da parte mia lo sconsiglio.

La mia opinione è in linea con quella espressa su Instagram da chiaraswindow :

Io questo libro l’ho mollato senza pietà perché non mi coinvolgeva, nonostante siano molte le recensioni positive.

Nota a margine: I refusi capitano, possono essere fastidiosi tanto piu’ se frequenti come in questo libro, ma questo “polizziotto” lo trovo veramente irritante.

Scrive in merito Licia Corbolante:

E’ comprensibile che possa sfuggire qualche errore di battitura, ma in un libro un errore che salta all’occhio come *poliZZiotto è inammissibile (qualsiasi correttore ortografico l’avrebbe rilevato); si può segnalare ad Einaudi Editore, così forse ci spiegano aanche come funziona il processo di revisione dei testi tradotti.

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