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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Chiedilo agli alberi

Gli alberi sono i nostri compagni silenziosi: non rappresentano solo il tramite, attraverso la fotosintesi, fra il sole e la terra, ma vibrano con le nostre corde più intime in una sinfonia universale che è insieme biologica e spirituale, celeste e terrena.

Lo dicono i miti, le religioni, le tradizioni spirituali di ogni età. Lo dicono i mistici e i filosofi, i monaci e gli psicologi, gli scienziati, i pensatori, i poeti.

Non è un caso che, come ci ricorda Stefano Mancuso, quando entriamo in un bosco «sentiamo, con certezza, di essere tornati a casa».

Circondati da inquinamenti e violenze, rischiamo di far entrare nel nostro cuore ciò che si trova intorno a noi. Ritrovare il contatto con la natura, accoglierla nelle nostre case e ricongiungerci al suo respiro deve diventare una necessità vitale.

È un atto di cura, un imperativo ecospirituale e, soprattutto, la realizzazione gioiosa di una comunione profonda con tutti e il Tutto. Siamo una singola nota nella sinfonia del cosmo, che prende senso scendendo a scoprire il paradiso nascosto nel nostro cuore da cui possiamo puntare verso l’alto, dove stormiscono le fronde e si raccolgono i frutti, in quel giardino incantato dove uomini, angeli, piante e animali parlano la stessa lingua di Dio.

Questo libro esplora l’idea rigenerativa che la natura non sia un semplice arredo del nostro mondo, ma l’asse attorno a cui sboccia la nostra essenza, fatta di corpo, psiche e spirito. Un’essenza individuale che nasce, muore e rinasce continuamente in armonia con tutti gli esseri viventi.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 luglio 2026 da in Ambiente & Ecologia, L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni, Religioni & C. con tag , , , .

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