Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Cinture di sicurezza posteriori

In caso di incidente i sedili posteriori sono più sicuri e non è quindi così indispensabile allacciare le cinture di sicurezza.

Condivide questa affermazione l’84% degli intervistati

FALSO. Nella realtà, nei casi di incidente tra autoveicoli, oltre il 20% dei morti è sbalzato fuori dall’auto e in molti casi si tratta di passeggeri dei sedili posteriori che non avevano le cinture allacciate. Un corpo non assicurato al sedile, inoltre, può essere pericoloso anche per gli altri passeggeri. Ad esempio, in caso di urto a 80 Km/h, una persona che pesa 65 Kg viene proiettata in avanti con una forza di oltre 3 tonnellate.

Se non ci credi, guarda qui:

https://paoblog.wordpress.com/2009/01/29/prevenzione-stradale-uso-delle-cinture-posteriori/

8 commenti su “Cinture di sicurezza posteriori

  1. Pingback: Lo stupore degli italiani sulle cinture e il bimbo miracolato di Caltanissetta « Paoblog

  2. Pingback: Perde il controllo dell’auto, uccide una 14enne « Paoblog's Weblog

  3. Giuliano
    30 gennaio 2009
    Avatar di Giuliano

    Purtroppo il buon senso, o meglio il diritto alla salvaguardia della propria salute…, spesso va contro le norme del nostro nebuloso e barocco Codice della Strada. Il Codice della Strada (e la rete stradale che dovrebbe attuarne parte dei principii) è pensato principalmente per le esigenze dei veicoli a motore. Sono assolutamente d’accordo che sia idiota e irresponsabile, per esempio, circolare di notte senza luci e riflettori su una bicicletta, come purtroppo troppi fanno, ma altre norme in esso contenute mettono eccessivamente a rischio l’incolumità del ciclista o pongono eccessivi ostacoli alla libertà di movimento del pedone. I diritti fondamentali di tutti i componenti la società (siano essi anziani, invalidi, bambini, uomini, donne, a piedi in carrozzella o in bicicletta) sono troppo spesso lesi dal cocktail immondo che sono le regole e le strade pensate solamente per le esigenze del traffico motorizzato. Viviamo in città e paesi o autostrade?
    In che direzione si dovrebbe andare? Un esempio: in alcuni paesi europei sono state introdotte corsie in controsenso, riservate ai ciclisti, in strade a senso unico. Il perché è ovvio, il senso unico è un’esigenza che deriva dal traffico a motore. La condivisione di una strada in tal modo richiede ovviamente un atteggiamento più responsabile da entrambe le parti, comunque doveroso. Ai semafori vi è spesso un’area avanzata dove solo i ciclisti possono fermarsi in attesa del verde, *di fronte* al traffico motorizzato. Insomma, si sta diffondendo (pia illusione?) un maggior rispetto per chi, spesso per scelta, mostra *a priori* un maggior rispetto per la comunità.
    Insomma, un approccio a 360º non significa automaticamente un approccio equilibrato, ed è difficile da realizzare visti gli interessi delle corporazioni e il disinteresse della miopia. Ma visto quello che scrivi altrove nel blog credo che siamo fondamentalmente d’accordo. Concludo questa divagazione con un aforisma di Lao Tse (IV a.C.) citato da Munari in “Da cosa nasce cosa” che molto mi colpì:
    Produzione senza appropriazione
    Azione senza imposizione di sé
    Sviluppo senza sopraffazione

  4. paoblog
    30 gennaio 2009
    Avatar di paoblog

    Capiamoci, apprezzo i commenti. La sicurezza stradale deve essere affrontata, secondo me, con un approccio a 360° ove ognuno faccia la sua parte al meglio. Essere automobilista non ti autorizza a farla da padrone e nello stesso tempo essere pedone o ciclista non ti consente di fregartene delle norme del Codice Stradale e, contestualmente, del buon senso. Purtroppo sappiamo bene che non è così.

  5. Giuliano
    30 gennaio 2009
    Avatar di Giuliano

    ma dai, il mio calcolo era pure indicativo, perché come dicevo bisogna conoscere la modalità dell’urto. Immagino che abbiano fatto delle misurazioni sui famosi oscar (o come si chiamano i dummy/manichini che usano nelle prove di crash).
    Se sei curioso con i dati del tuo incidente avevi un peso equivalente in avanti di 320kgp (se peri 65kgp) pari a una decelerazione di 5g. Ma se non avessi avuto le cinture il tuo peso (forza) contro il volante sarebbe stato decisamente maggiore (perché lì sarebbe avvenuta la maggior parte della decelerazione).
    Comunque credo che benché sia una buona cosa indurre all’uso dei mezzi di sicurezza disponibili, non è bene dare l’impressione che la sicurezza passi per questo. Gli automobilisti di oggi si sentono e sono troppo sicuri. Risultato: guidano come criminali, causando morti e feriti gravi fra i non automobilisti, soprattutto nelle città e sulle strade intercomunali. Ma la violenza sugli altri non si ferma qui. Anziani, invalidi, bambini, genitori, ciclisti, sono continuamente intimiditi e non possono vivere serenamente le loro città e campagne per la mancanza di un’educazione alla vera sicurezza, che con le cinture e gli airbag e l’abs esp o che dir si voglia non ha nulla a che fare. La SIcurezza passa attraverso il rispetto degli altri, non la protezione di noi stessi, a meno che non vogliamo vivere in un incubo blindato. Mi rendo conto che questo pensiero non va molto d’accordo con lo Zeitgeist…

  6. paoblog
    30 gennaio 2009
    Avatar di paoblog

    Il calcolo sarà anche esatto, ma è anche vero che per far si che il messaggio arrivi al destinatario, deve essere semplice, diretto e di facile comprensione per tutti, dal manovale all’ingegnere. Se non si tratta di 3 tonnellate, ma “solo” di 2, ritengo cambi poco. (vedi il video sui “seggiolini per bimbi”) Ed in ogni caso si rischia sempre di cadere nell’errore tipico di sottovalutare le cose, così come accade con i limiti di alcol nel sangue che corrispondono a 2 bicchieri di vino per un uomo adulto che pesa sui 70 kg. (vado a memoria, nel Blog ci sono le Tabelle esatte). Però potrebbe arrivare qualcuno a dire che “io peso 85 kg.”, io bevo un vino a bassa gradazione, io alta, ed allora non se ne esce più. Idem per la velocità, visto che i 130 kmh possono essere, dal punto di vista della sicurezza “attiva/passiva” del modello di auto, tanti o pochi. A prescindere dalle capacità del conducente, sicuramente andare a 130 kmh in Porsche non è come farlo su una Fiat Panda. Ma una volta di più, non possiamo fare i limiti, le regole, a seconda di chi e cosa guida. Ci vuole un filo logico. Detto per inciso io ho avuto un incidente in Smart, con decelerazione da 50 kmh a 0 in 2 metri. Non so quanto “pesasse” il mio corpo in quel momento, se 2 tonnellate, 3 o 4, ma so che senza cinture non sarei stato qui a scrivere, da “consumatore” e non da esperto” di sicurezza. I dati citati, in ogni caso, sono tratti dalle guide di Autostrade per l’Italia.

  7. Giuliano
    29 gennaio 2009
    Avatar di Giuliano

    bello però il video, in particolare da ammirare i francesi (gli inglesi mi erano già noti per le ottime campagne televisive).
    È tardi ma ho fatto un calcolo, quel peso equivalente corrisponde a una decelerazione da 80km/h a 0 in uno spazio di mezzo metro, mi pare una smart contro un muro! Comunque le cinture le metto sempre, senza mi sento nudo, quelle poche volte che uso l’auto o sono passeggero…

  8. Giuliano
    29 gennaio 2009
    Avatar di Giuliano

    è pure falsa l’affermazione ” in caso di urto a 80 Km/h, una persona che pesa 65 Kg viene proiettata in avanti con una forza di oltre 3 tonnellate” perché la forza dipende dalla decelerazione (forza = massa * accelerazione), quindi la conoscenza della velocità iniziale non è sufficiente, se non si conosce la modalità dell’urto.

I commenti sono chiusi.