La premessa ci vuole: ricordiamo che ogni automobilista, una volta sceso dall’auto, diventa automaticamente un pedone e sarebbe il caso che si ricordasse i comportamenti che, un attimo prima, al volante dell’auto, lo facevano arrabbiare. E viceversa. Quando sono un pedone attraverso sulle strisce, se possibile, rispetto il semaforo pedonale e se nessuno si ferma, agisco in sicurezza ma con decisione. Ed alla fine attraverso. Il mio trucchetto consiste nel piantare gli occhi in quelli del conducente che, magari in colonna, procede a passo d’uomo, ma morire se si ferma. Se li guardi fissi negli occhi, 9 su 10 si fermano.
Perchè parlare di pedoni stamattina? Perchè questa mattina prima delle 7 (era ancora buio a Milano) sono arrivato ad un incrocio, avevo il verde più verde che non si può e poche decine di metri prima di attraversare, ho dovuto scartare un’auto che si è improvvisamente fermata (zona vietatissima) e mi sono trovato davanti un pedone che attraversava in tranquillità. Frenata, colpo di abbaglianti (ignorati) e colpetto di clacson che hanno fatto fare la corsettina necessaria a levarsi di torno.
A prescindere che se c’è il rosso, che sia in auto oppure a piedi io mi fermo, sennò generiamo il caos, uno dei problemi principali di questi comportamenti è che già fermarsi in condizioni normali, per permettere al pedone di attraversare, sulle strisce, spesso comporta il rischio di tamponamento, visto che l’automobilista che segue parte dal principio che “non mi fermo io, non si fermarà mica lui?”. Figuriamoci poi se si deve frenare improvvisamente, in una via buia ed avendo il verde. Ed allora io certamente non investo il pedone, ma un colpetto di clacson che sostituisca un “culofan” glielo dò.
Resta un discorso di fondo: Qualche volta pensiamo alle cose nella loro totalità, non siamo immortali, non siamo infallibili. Se un pedone scende dal marciapiede senza guardare perchè sta telefonando (capita troppo spesso), se scende dando le spalle al traffico e quindi senza sapere cosa accade intorno a lui, se attraversa con il rosso, può essere investito e l’automobilista, per quanto prudente sia, nulla può fare se si trova un ostacolo improvviso ad 1 metro. Però in casi simili l’automobilista diventa un criminale, un pirata, gli ritirano la patente, avrà dei sensi di colpa anche se la colpa non ce l’ha, e via dicendo. Ed invece la causa di tutto è solo il gesto cretino di un pedone. Che paga in prima persona, certo, ma che scarica anche la sua colpa su una persona che lui ha messo in una situazione che sarebbe stata evitabile, se avese agito con la testa.
E beninteso, questa non è una difesa dell’automobilista nei confronti del pedone.
Resto dell’idea che così come si dice che “la guerra e l’amore si fanno in due” anche nel campo della sicurezza stradale, ogni attore deve fare la sua parte, al meglio.
Quindi se vogliamo veder rispettati i nostri diritti, impariamo anche a rispettare i nostri doveri.
Visto che si parla di pedoni: