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Terremoti: Previsione e Prevenzione

Premessa di Pao: Polemiche a parte, credo che vi sia una certa confusione in merito a Previsione e Prevenzione. Ora come ora, nonostante la scienza abbia avuto qualche successo e molte delusioni, non è possibile prevenire i terremoti. E solo il poter dire con assoluta certezza che “succederà nel posto X e con intensità Y” potrebbe aiutare a fare la giusta prevenzione. Ammettiamo che l’allarme del ricercatore Giuliani, lanciato in assoluta convinzione e buona fede, secondo me, fosse stato preso in considerazione da subito, cosa sarebbe stato necessario fare?

Evacuare (dove, per quanto tempo) l’intera popolazione dell’Abruzzo, pari a 1.332.000 persone? Se il terremoto non fosse poi arrivato nel periodo previsto, ma solo dopo il rientro della popolazione? Contro chi o cosa avremmo sparato i nostri giudizi?

C’è anche da considerare che l’Abruzzo è zona sismica, che è da gennaio che vi sono scosse quotidiane e che Giuliani ripeteva il suo allarme dal quel periodo. Da gennaio ad aprile, nulla è successo. Si poteva, usiamo la razionalità, spostare 1.300.000 persone per 4 o più mesi, abbandonando il territorio, le case, le attività lavorative, ogni cosa per la previsione di un terremoto (brutto a dirsi) di fatto, viste le premesse, sarebbe arrivato “prima o poi”?

Il vero, unico problema è che le norme relative alle costruzioni antisismiche che ci sono, in realtà non siano entrate in vigore a livello nazionale, ma con un “fai da te” tipicamente italiano, con regioni virtuose ed altre indifferenti. Tuttavia c’è anche l’indifferenza che in questo caso riguarda tutti i governi, di centrosinistra e di centrodestra. Le Ntc, «Norme tecniche per le costruzioni» esistono dal 2005, ma finora, almeno per gli edifici privati, non c’è l’obbligo di applicarle, perché la loro entrata in vigore è stata di anno in anno puntualmente prorogata.

L’ultimo rinvio poco più di un mese fa, manco a dirlo col solito decreto «milleproroghe», lo stesso usato da Prodi nel 2007. Ogni volta i governi di turno hanno ceduto alle pressioni delle lobby dei costruttori e degli ingegneri, che chiedevano più tempo per adeguarsi alle novità e temevano l’ aumento dei costi. E così, ancora oggi, tutte le abitazioni private possono essere costruite ignorando le regole più stringenti introdotte in maniera organica nel 2005 e aggiornate nel 2008 per garantire la durata e la resistenza degli edifici ai terremoti e alle altre catastrofi naturali.

Basti pensare che neanche dopo il terremoto a San Giuliano di Puglia, nel 2002, le norme furono applicate, a causa di due proroghe. Finché si arriva al testo del 2008 e, almeno in parte, le nuove regole, che si adeguano con grave ritardo agli standard europei, cominciano finalmente a entrare in vigore. In particolare, per gli edifici di «interesse strategico», per esempio scuole, ospedali ed edifici pubblici in genere, c’è l’obbligo di utilizzare il calcestruzzo certificato. Per le costruzioni private, invece, se ne può fare a meno grazie appunto alle proroghe: si risparmia forse, ma le case non sono sicure

Poi ci sarà sicuramente la connivenza di alcuni (o molti?) dei tecnici, delle istituzioni locali e nazionali che dovrebbero verificare e sorvegliare i costruttori ed il loro operato, completa il quadro che porta sistematicamente a polemiche, ma soprattutto a morti evitabili. Vi sono costruzioni antisismiche in Italia, ma peccato che lo siano solo sulla carta. Grazie a timbri e certificazioni ottenuti con l’illegalità e la corruzione.

Un breve riassunto sulle previsione dei terremoti….

«E’ il Santo Graal della sismologia riuscire a prevedere l’arrivo di un terremoto». Lo afferma Egill Hauksson, sismologo americano del California Institute of Technology, spiegando che piu` ci si prova e meno progressi sembra che si riescano a fare.

Insieme all’affermazione dell’esperto il quotidiano americano Los Angeles Times ricostruisce la polemica, nata in Italia sulle inascoltate previsioni di Giampaolo Giuliani, basate sul radon, per il sisma che ha colpito la provincia di L’Aquila.

«Succede sempre così- commenta il direttore del Centro terremoti della California del sud, Tom Jordan- La gente esprime previsioni basate su diverse cose. E’ sempre difficile valutare».

Negli ultimi decenni sono state provate diverse strade per riuscire a individuare i segni premonitori di una scossa sismica e nel 1975 sembrò che i cinesi avessero risolto il problema. L’area di Haicheng venne così evacuata prima di un terremoto di magnitudo 7,3, si legge, ma sfortunatamente le autorità non riuscirono a prevedere il sisma del Tangshan, che appena l’anno dopo ha provocato diverse centinaia di migliaia di morti.

Pionieri nella ricerca sul radon sono stati i sovietici, correlando le emissioni di questo gas e del thoron nelle acque dei pozzi vicino a Tashkent, in Uzbekistan, negli anni Sessanta a un terremoto del 1966.

Anche Cina e Giappone hanno investito nella ricerca sul radon. Il picco di interesse per il radon come segnalatore di un sisma è stato negli anni Settanta in California, ha spiegato Susan Hough, ricercatrice al Geological Survey di Pasadena, in California, che sta scrivendo un libro sull’argomento.

Per esempio, nel 1979 gli scienziati del Caltech e di altri istituti affermarono di aver rinvenuto cambiamenti di livello del gas nei pozzi del sud della California poco tempo prima dei terremoti di quell`anno a Malibu e Big Bear. «Ma la cosa si sgonfiò quando non ci furono scosse nei siti dove avevano trovato il radon e i terremoti si verificarono altrove», ha detto la Hough.

Fonte: www.localreport.it (in collaborazione con AdnKronos)

Si possono prevedere i terremoti? Prima di rispondere a questa domanda dobbiamo intenderci sul significato del verbo “prevedere”. Abbiamo visto che in un anno si verifica mediamente un milione di scosse e che vi sono zone in cui la sismicità è più intensa e frequente che in altre, quindi affermare ad esempio che entro un anno in Giappone vi sarà una forte scossa non è affatto azzardato; in realtà in quel Paese nell’arco di un anno si potranno verificare non una, ma almeno una ventina di scosse di una certa intensità.

Se però per “prevedere” si volesse intendere la precisione del tempo, dell’intensità e del luogo in cui si verificherà il sisma ciò è assolutamente impossibile (o quasi). Per chiarire il concetto facciamo un’analogia con le previsioni del tempo. Dire ad esempio che qui in Italia in autunno pioverà è una previsione che chiunque può fare anche senza essere un esperto meteorologo: se però si volesse dare un senso a questa previsione bisognerebbe specificare quando, per quanti giorni, in quale zona del Paese e con quale intensità cadrà la pioggia e ciò, come tutti sanno, è impossibile. La riprova della difficoltà di fare una previsione tanto precisa si è avuta di recente (agosto 2003) con un nubifragio di eccezionale intensità che ha prodotto danni enormi nel Friuli nord orientale. Nonostante qualche successo bisogna tuttavia riconoscere che la previsione e il controllo dei terremoti hanno dato finora risultati deludenti e contraddittori: si sono registrati casi in cui alcuni segni ritenuti premonitori non hanno dato seguito ad alcun terremoto mentre altre volte si è verificato un evento sismico di forte intensità senza che lo stesso sia stato preceduto da alcun segno premonitore. La difesa dai terremoti, per il momento, rimane quindi la prevenzione attraverso l’applicazione di norme antisismiche da osservare scrupolosamente e la creazione fra la popolazione di una vera cultura del terremoto intesa come capacità di convivere con questa manifestazione della natura senza drammi e catastrofismi.

Fonte: http://www.cosediscienza.it

Parlando invece di prevenzione, ecco le linee guida di Usa e Giappone:

Quando il 17 ottobre 1989 il terremoto di Loma Prieta di magnitudo 7,1 colpì le Santa Cruz Mountains, nella California centrale, a un centinaio di chilometri di distanza, a San Francisco, la Transamerica Pyramid tremò per più di un minuto. L’ultimo piano del grattacielo di 49 piani oscillò da una parte all’altra per più di trenta centimetri. Ma nessuno si ferì gravemente e il grattacielo non fu danneggiato. Era stato progettato per resistere a terremoti anche più violenti e il progetto funzionò.
Negli Stati Uniti, a ogni terremoto gli scienziati della US Geological Survey (Usgs) monitorano la reazione di edifici e strutture. Le osservazioni fatte sulle strutture crollate o danneggiate spesso hanno portato a rivedere e migliorare le norme di costruzione, racchiuse nello Uniform Building Code, un insieme di standard applicato in molti stati.
Per esempio, in un terremoto di magnitudo 6,2 che nel 1984 colpì Morgan Hill, in California, gli strumenti di monitoraggio del campus del West Valley College, poco lontano, rivelarono che una palestra aveva il tetto così flessibile che l’edificio sarebbe stato gravemente danneggiato da un terremoto più forte o più vicino. Lo Uniform Building Code è stato in seguito rivisto per ridurre la flessibilità di questo tipo di tetti. In California, sono usati il California Building Code e, nell’area di San Francisco, il San Francisco Building Code, incorporati nelle norme generali.
Sul fronte dell’informazione e della prevenzione, la Usgs fornisce sul suo sito notizie utili sui terremoti a cittadini, studenti, insegnanti e programmi per bambini.
“Sette passi per la sicurezza terremoto” è il breviario elaborato dal Southern California Earthquake Center per preparare i californiani a superare l’eventuale catastrofe.
Oltre alla raccomandazione di farsi il proprio kit di sopravvivenza – buono per ogni disastro, dal terremoto all’attacco terroristico – c’è il consiglio di verificare se la propria casa è sicura. Sia i proprietari che gli affittuari sono incoraggiati a realizzare interventi di rafforzamento strutturale della propria casa: il sito elenca i problemi più comuni e indica come risolverli. Per esempio, le fondamenta deboli, i muri di cemento o mattoni non ancorati al tetto o al pavimento.
In California, la California Seismic Safety Commission pubblica una guida alla sicurezza terremoto per i proprietari immobiliari. Il libretto deve essere consegnato dal venditore a chi compra una casa costruita prima del 1960. Chi vende deve, per esempio, certificare che la caldaia sia adeguatamente ancorata per ridurre il rischio che cada in un terremoto. Il venditore deve informare l’acquirente sui punti deboli della casa dal punto di vista della sicurezza sismica e deve informare se la proprietà si trova in una zona di pericolo o sula faglia.

Giappone
In Giappone le norme edilizie e di sicurezza sono state notevolmente migliorate dal grande terremoto del 1923 che colpì la regione di Kanto, dove si trova Tokyo. Quel terremoto uccise oltre 100mila persone.
Un terremoto di potenza simile, secondo alcune stime, colpisce la regione all’incirca ogni 70 anni. Le autorità di Tokyo hanno calcolato che un terremoto di magnitudo 7,2 nella capitale potrebbe fare oltre 7mila morti e 160mila feriti.
I nuovi edifici sono progettati in modo da resistere alle scosse più forti e ogni anno, nell’anniversario del terremoto di Kanto, l’esercito e i servizi di emergenza fanno laboriose esercitazioni.
Il problema sta negli edifici più vecchi. Secondo un rapporto del 1997 del governo di Tokyo più di 1,6 milioni di case nella capitale sono state costruite prima del 1981, quando sono entrate in vigore nuove raccomandazioni per i terremoti. Norme ancora più severe sono state introdotte nel 2007. Il governo locale offre a tutti i cittadini un check-up dello stato strutturale della loro casa. Ma i lavori per rinforzare le strutture sono costosi e non tutti possono permetterseli.
I giapponesi sono abituati a convivere con il rischio sismico. La popolazione è sottoposta a frequenti esercitazioni, fin dalle scuole elementari. Un sistema di monitoraggio e di allarme avverte dell’arrivo dell’onda sismica. E negli uffici e nei luoghi di lavoro è obbligatorio tenere una borsa di sopravvivenza con acqua, cibo liofilizzato, casco, torcia elettrica e radio.
Più tecnicamente, nell’edilizia vengono utilizzati materiali elastici in grado di assorbire le onde d’urto. Vengono stabiliti dei rapporti tra pianta e alzato, in modo che il baricentro della costruzione sia abbastanza basso da garantire una maggior stabilità. Si possono utilizzare materiali dal minor peso, man mano che si aumenta con l’altezza. L’edificio deve avere una struttura simmetrica ed essere quanto più possibile privo di sporgenze. Inoltre, il terreno su cui verrà costruito un edificio deve essere solido e resistente, senza pericolo di cedimenti improvvisi.

Fonte: www.ilsole24ore.com

Un commento su “Terremoti: Previsione e Prevenzione

  1. Giuseppe Bavari
    10 settembre 2012
    Avatar di Giuseppe Bavari

    Chi argomenta su tematiche preventive, relative a generiche o definite “sorgenti” di rischio, prima di esprimere un parere o giudizio, dovrebbe sapere che non esiste peggiore “minaccia” per l’umanità, se non quella generata dall’uomo stesso. Per tutto il resto esiste una ragionevole via di salvezza.

    Giuseppe Bavari.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 aprile 2009 da in Ambiente & Ecologia, Tecnologia, Scienza, Web & C. con tag .