“Minchia!”. Il contesto non era consono, ma l’esclamazione l’ho sentita distintamente. Proveniva dal tavolo dei relatori del convegno romano su strategie e controlli per la sicurezza stradale. Quindi poteva averla pronunciata solo un alto dirigente di un ministero, di un’associazione di categoria o di una primaria azienda nazionale. A suscitare cotanta reazione era stata una frase del relatore che stava parlando in quel momento, un ufficiale della Stradale del Canton Ticino: “Noi controlliamo tutti i camion che passano sulla direttrice Italia-Germania”. Perché in Italia ci stupiamo così tanto?
Certo, gli svizzeri hanno costruito due apposite stazioni di controllo (si veda la foto): piazzali dedicati e attrezzature permanenti, l’ideale per fermare tutti, “ospitare” i conducenti in modo non scomodo e fare rapidamente ispezioni a catena. Ma per ora di queste stazioni ne funziona solo quella in direzione sud, mentre per quella verso nord i lavori sono ancora in corso. Eppure riescono ugualmente a fermare tutti in un’area di servizio, anche se non possono controllarli tutti a fondo (ispezioni complete vengono fatte solo quando gli agenti notano qualcosa da approfondire). Come fanno? Semplice.