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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Riflessioni di un automobilista

Nota di Pao: Stimolato dai post mattutini sulle multe e sulla (in)sicurezza stradale in genere, l’amico Francesco di Roma, acuto degustatore di vino ed attento osservatore del mondo che lo circonda, mi ha mandato una mail interssante. Poetica la prima parte, come è nelle sue corde, diventa poi un’attenta riflessione sul mondo dell’automobile e sulle incongruenza che vediamo sulle strade. Vedi “piccola nota a margine 2”.

Senza vestire i panni del fasto modesto, posso serenamente affermare di essere un sano cultore dell’eccellenza sensoriale del vino e del piacere esteta ed emozionale che deriva dalle belle automobili.

Scrivo e sottolineo sano cultore. Il secondo termine appare quanto mai ovvio a chiunque: cultore perché appassionato ma giammai esperto. Il primo termine, invece, è quello più importante, per cui oltre che sottolinearlo lo scriverei in corpo 42 con un Futura extra bold in maniera tale da evidenziarne eternamente la sua fondamentale rilevanza.

Perché i piaceri che ci offrono Bacco e l’Automobile viaggiano nei nostri cuori e negli angoli più razionali della nostra mente su corsie parallele a medesima velocità. Velocità di crociera, lenta e parsimoniosa: l’unica, ovvero, che permetta di godere davvero e con immenso piacere le sensazioni offerte da un Monfortino del 64 come da un più semplice e immediato Gudarrà del 2004; l’unica, ovvero, che permetta di godere davvero e con immenso piacere le sensazioni offerte da una Exige Cup 2008 Edition come da una più semplice 500 1.2 Lounge. E qui si chiude, inesorabile, il sillogismo.

E qui si dovrebbe aprire l’aspetto più importante che accomuna alcol e guida: piacere, moderazione, responsabilità. In una parola: cultura. Vorrei davvero che prima ancora di far repressione (estrema ratio, ovviamente), ma addirittura prima ancora di far prevenzione (soluzione auspicabile, evidentemente), le Amministrazioni investissero i proventi della estrema ratio e impiegassero le energie delle forze dell’ordine in cultura. Ovvero: in educazione. Probabilmente ­ ma io qui azzarderei anche un sicuramente ­ la strada più lunga, difficile, magari costosa, dispendiosa di energia, ma ­ attenzione ­ alla lunga più vincente nei risultati, sarà quella di educare al piacere responsabile e prudente chi si accosta al bere e al guidare. Vorrei, insomma, che prima ancora di essere impiegati a dispensare multe o a effettuare controlli di prevenzione sulle strade (senza, ovviamente, che si rinunci all’una e all’altra cosa) gli agenti della Municipale, insieme a tanti altri rappresentanti del vivere sociale e civile, andassero nelle scuole, nelle autoscuole, nelle discoteche, nelle piazze e in qualsiasi centro di aggregazione a insegnare il vero piacere di guidare e di bere. E come tutto ciò allunghi il godere.

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Piccola nota a margine 1: Due sabati fa discorrevo, degustando una deliziosa Falanghina fresca (ecco una prima regola: mai il vino freddo, ché il freddo ammazza il piacere sensoriale!), con il sindaco di un Comune di 25.000 abitanti che vive di turismo e che, da sondaggi letti un paio di mesi fa, risulta essere al quinto posto in Italia nel rapporto “abitanti – multe emesse” sulla strada. Egli mi diceva che da quando, con demagogica e populista iniziativa, è stata abolita l’ICI sulla prima casa nelle casse di quel Comune sono venuti a mancare più di 700.000 euro l’anno, che per una Amministrazione di quella entità sono davvero molti. Utilizzare le multe per far cassa, ragionavo dopo aver sentito tutto questo, a volte diventa evidentemente uno strumento di difesa inevitabile e necessario.

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Piccola nota a margine 2: ­ In questi giorni tutta l’area che gravita tra il Vaticano, il Foro Italico e lo Stadio Olimpico ­ a Roma ­ è in stato di assedio per una partita di football. Mai visto tante forze dell’ordine per le strade. Mai visto liberare strade, marciapiedi in tempi così repentini. Le automobili sono sparite. Io stesso ho avuto difficoltà a trovare posto in un garage per ricoverare la mia vettura per questi tre giorni (grandi affari, per i garagisti) non sapendo, altrimenti e come tante altre persone, dove lasciare l’automobile visto che non si può parcheggiare. In redazione vengo a piedi, sono un pedone-automobilista che non si spaventa a camminare, come altri Mi piacerebbe, però, che tanta solerzia nell’impiego della Polizia Municipale venisse impiegata anche nei riguardi di noi cittadini comuni, non solo per il grande circo mediatico e danaroso del pallone.


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Questa voce è stata pubblicata il 26 Maggio 2009 da in Il mondo dell'automobile (e non solo), Pensieri, parole, idee ed opinioni con tag , , , , .