Come si muovono gli europei? A partire da questa domanda, i manager Nissan hanno elaborato la presentazione di una strategia globale per diffondere auto non inquinanti in tutte le città.
Che cosa non ci convince ancora delle auto ibride o elettriche? Perché non abbiamo ancora preso in considerazione l’acquisto di un’auto a trazione alternativa? All’indagine internazionale Frost&Sullivan gli europei hanno risposto:
– 67% prezzo alto
– 61% scomodità nel trovare stazioni di servizio
– 51% limitata disponibilità di modelli
– 35% timori riguardo la manutenzione
– 30% limitazioni di spazio, abitabilità e bagagliaio
– 25% prestazioni limitate
– 25% sicurezza
L’altro dato oggettivo analizzato in casa Nissan nel maggio 2009 è come e quanto ci muoviamo in auto. L’80% degli europei non usa l’auto per più di 100 km al giorno. Durante i giorni feriali, il 58% degli spostamenti è di tipo casa-supermercato-lavoro, in un range di pochissimi chilometri. Nei giorni festivi, weekend e vacanze, gli spostamenti a corto raggio si riducono al 31%, mentre aumentano, ovviamente, quelli oltre i 200 km (il 49%).
Su tutti questi dati, Nissan ha una risposta pronta.
Prezzo. Per la trazione elettrica l’idea è concentrarsi sulle city-car, con costi di partenza non elevati e comunque in diminuzione con l’inizio della produzione in grande serie. Ogni nuova tecnologia, dai telefonini agli schermi Lcd, ha un costo iniziale elevato che tende a ridursi notevolmente con l’aumento dei volumi produttivi. Sarà così anche per l’auto EV.
Stazioni di servizio. Nissan propone una serie di soluzioni: la stazione di ricarica in garage, che in 8 ore ricarica il 100% delle batterie. Le stazioni di ricarica veloce, al posto dei tradizionali distributori o nei supermarket, che in 20 minuti ridanno l’8% di energia. O la rivoluzionaria piattaforma charging without contact: una piastra a induzione sotto l’asfalto, collocata davanti ai semafori o lungo le corsie riservate alle auto elettriche, che ricarica le auto dal basso senza allacciare alcun filo, anche in corsa.
Modelli. Nissan ha negli anni sviluppato una vasta gamma di prototipi e di auto. L’Altima ibrida in Usa nel 2007, il prototipo HEV ibrida a trazione posteriore nel 2010, la bellissima Murano che va a E10 in Giappone, la mini-concept elettrica Nuvu vista a Parigi nel 2008, la gemma Mixim e le due Pivo: microvetturette elettriche il cui abitacolo ruota per facilità di parcheggio nelle congestionate aree cittadine.
Batterie. Le 55.000 auto elettriche Nissan vendute all’anno saranno dotate di batterie lamellari agli ioni di litio di nuova generazione che assicurano maggiore capacità energetica, compattezza, potenza emessa, velocità di carica, niente effetto memoria né riscaldamento e, cosa importante per i designer, flessibilità nel layout della struttura.
Il diadema di questa raggiera di studi, prototipi, proposte brillerà il 5 agosto 2009 a Yokohama, giorno di presentazione della prima vettura elettrica Nissan mass-market: 5 passeggeri ed ampio bagagliaio, buone prestazioni, autonomia superiore ai 150 km, batterie agli ioni di litio e design esclusivo: è un’auto progettata elettrica, non convertita.
Forte di una rete di alleanze globali, dalle architetture tecnologiche alle utilities, dai gestori di flotte aziendali fino a municipalità e governi, Nissan s’è impegnata a seguire queste tappe: nel 2010 l’avvio della produzione, nel 2011 le prime vendite in Italia, nel 2012 la diffusione in tutto il mondo e, a partire dal 2015, i veicoli a idrogeno, fuel-cell. Una visione nel contempo realistica e utopica del futuro della nostra città.
Stefano Carnazzi – www.lifegate.it
Interessante. Statistiche sull’uso dell’automobile privata sono quasi introvabili. Tuttavia avevo già trovato vari documenti (europei e americani) che indicavano quanto il principale uso dell’automobile (inteso come maggior frazione dei viaggi totali, non come percorrenza media) era su percorsi di pochi chilometri. Se a questo punto si applicasse il buon senso invece del senso comune, si arriverebbe alla semplice conclusione che una buona frazione (credo almeno il 50%) dei percorsi in automobile potrebbero essere fatti con altri mezzi (pubblici, bicicletta, piedi). Invece cosa scrive lifegate.it? Che la Nissan ha una “visione utopica delle nostre città” con il suo progetto di una vettura a cinque posti elettrica… 5 posti, forse l’utopia sta nel pensare che la gente finalmente farà car-sharing per riempire la capacità di queste automobili? La visione, o meglio l’allucinazione, credo invece sia nel credere che l’automobile elettrica (o peggio, a idrogeno) non usi pur sempre energia, e che produrre questa energia per ora usiamo principalmente combustibili fossili. Del resto le allucinazioni di lifegate.it sono ben rappresentate dall’articolo http://www.lifegate.it/ambiente/articolo.php?id_articolo=2701 (Una regata a energia rinnovabile) dove conclude con: “Anche per la navigazione si stanno sperimentando nuove soluzioni. Silenziose e a energia pulita. Insomma niente carburante, niente emissioni.” Déjà vu, un’altra invenzione che è già stata inventata… nemmeno un cenno alle barche a vela.. come già esiste l’alternativa a emissioni zero all’uso forsennato e maniacale dell’auto.
Forse paradossalmente, io non sono affatto contrario alle auto elettriche, perché ne riconosco i vantaggi (in particolare la possibilità di recupero energia in decelerazione, particolarmente utile in discesa) e non mi importa nulla che siano lente, anzi. Ma sono contrario a questo concentrarsi sull’aspetto sbagliato dei problemi delle città, che non sono l’inquinamento (solo un sintomo) ma la presenza stessa delle automobili in numero eccessivo.
Nel ricercare le statistiche di percorrenza ho trovato un documento interessante, purtroppo solo più presente nella cache di Google:
http://209.85.229.132/search?q=cache:qE-RdJ6xO2YJ:www10.gencat.cat/ptop/binaris/mobilitatEuropa6_tcm32-26632.pdf+european+average+car+trip+distance&cd=25&hl=en&ct=clnk&client=safari
dove le modalità di trasporto/transito in diversi paesi europei sono messe a confronto. Ne risulterebbe che le due nazioni con il minor uso dell’automobile, Esonia e Ungheria, sono anche quelle con il minor tempo speso a viaggiare. Credo che la spiegazione sia abbastanza semplice. Grosso modo: l’automobile (così come altri mezzi veloci) aumenta le distanze che dobbiamo percorrere per vivere, senza aumentare proporzionalmente la velocità con cui le percorriamo.
Credo che iniziative quali quella che ho trovato qui sotto siano molto più interessanti e divertenti (la vita deve essere divertente mi pare) delle sciocchezze che i fabbricanti di automobili ci vogliono far passare per innovazioni e rispetto dell’ambiente:
Fai clic per accedere a flatsy-seq.pdf
speriamo