di Maurizio Caprino
Prima di scrivere, accertarsi che il cervello sia in funzione. Purtroppo devo dire questo ai miei colleghi cronisti che nelle ultime ore stanno facendo discutere l’Italia per il caso della mamma multata mentre andava al capezzale della figlia morente (http://www.corriere.it/cronache/10_gennaio_18/La-mamma-multata-per-la-figlia-morente-Francesco-Alberti_713b3210-03ff-11df-9eeb-00144f02aabe.shtml
e http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=88019 , vi segnalo anche un commento di Paoblog).
Restando al dato puramente tecnico, non è possibile che la signora sia stata multata per soli 2 km/h di eccesso: i valori riportati sui verbali sono sempre depurati del 5% di tolleranza legale (ignoranza dei colleghi o loro voglia di montare la panna?).
Giuridicamente, poi, non sta ai vigili annullare multe per questi motivi: toccherà a prefetto o giudice di pace (preferibilmente a quest’ultimo, dato che si tratta di fare apprezzamenti discrezionali) valutare se sussista in un caso del genere lo stato di necessità, necessario (scusate il bisticcio) per arrivare ad annullare una sanzione altrimenti ineccepibile: in altri termini, sta a chi è titolato a trattare i ricorsi stabilire se la mamma potesse legittimamente ritenere di essere di aiuto alla figlia in ospedale.
Ma non dimentichiamoci che la povera figlia è morta di incidente stradale. Quindi un’altra considerazione s’impone, sopra di tutte.
Che andasse a 97 o a 87 all’ora (e comunque se frequentate una scuola di guida sicura vi fanno fare esercizi in cui scoprite che soprattutto in città 5 km/h possono fare la differenza), quella signora era sconvolta. Probabilmente non era comunque in condizione di guidare.
Occorrerebbe quindi vedere se il carabiniere che le ha telefonato la notizia tacendo del decesso già avvenuto ha valutato bene la situazione, perché è chiaro che potenzialmente per colpa sua in quello stesso momento un altro incidente poteva funestare la stessa famiglia.
Sarebbe quindi stato opportuno che fosse una pattuglia ad accompagnare la povera signora o che – in mancanza (le pattuglie purtroppo non sono sempre disponibili come taxi, salvo chiamarsi Moggi) – il carabiniere la invitasse a farsi accompagnare da una persona meno direttamente coinvolta dall’evento.
Più in generale, sto ricevendo altre segnalazioni (l’altro giorno anche da Francesco Matera) di articoli che montano la panna su multe per violazioni di un chilometro orario, con annesse proteste della cittadinanza. Non mi sembra il modo migliore per spiegare il problema: si crea solo confusione, fomentando ulteriormente l’odio tra controllori e controllati.
E la disistima nei mezzi d’informazione. Se poi perdiamo copie, andiamo in cassa integrazione (come sta succedendo a centinaia di giornalisti in questi mesi) e non lamentiamoci.
Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/
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Nota di Pao: In realtà il commento citato non l’avevo pubblicato, ma solo scritto privatamente a Caprino; per completezza lo pubblico qui, ma che sia chiaro, nessuna polemica con la mamma multata, ma piuttosto con il giornalista che ha scritto il pezzo.
Mi chiedo se il titolo, una volta di più, non sia fuorviante…
mi chiedo se quanto scritto non sia sbagliato, visto che se non erro vi è una tolleranza del 5% sul limite di velocità, per cui con un limite di 90 kmh la multa non scatti a 94,5 kmh e non a 92….
mi chiedo se uno dopo la perdita di una figlia abbia tempo (e voglia) da perdere per cavillare su una multa da 38 € …
mi chiedo se nessuno si sia posto la domanda che non si può sapere “prima” se il conducente ha un’emergenza o meno in corso …. e di conseguenza sebbene sembri una multa fuori luogo, e forse a posteriori lo è, mi chiedo se qualcuno abbia fatto “mente locale” e compreso che la multa in linea di massima era legittima ed altrettanto legittimo che fosse spedito a casa il verbale…
mi chiedo se non sia stato montato un caso….. fermo restando i motivi del piccolo eccesso di velocità, così facendo facciamo passare l’autovelox (o telelaser, ) per il cattivo e l’automobilista per una vittima..
si sono abusi da una parte e furbate dall’altra… e poi ci sono i casi della vita, ciò che succede ogni giorno e se smettessero di ricamare su ogni virgola, pur di riempire la pagina del giornale, si vivrebbe tutti meglio…
Il commento lo pubblico, tuttavia non è inerente all’argomento e pone domande alle quali sono i carabinieri a dover rispondere e non un cittadino qualsiasi.
Comunque sia, è sufficiente scrivere all’Ufficio Relazioni Pubbliche competente, cioè qui:
Legione “Friuli Venezia Giulia” – Viale Venezia, 189 – 33100 – Udine
Tel. 0432.530501 – mail: rgfvgnurp@carabinieri.it
Anch’io sono ho delle cose da dire sui carabinieri
di Grado, in quanto mia madre è deceduta in albergo a Grado,ed ho fatto molte volte la richiesta per
avere il verbale, ma non me l’hanno mai voluto dare, hanno detto che glielo hanno dato a mia sorella, ma
lei non me l’ha voluto mai dare.
Quello che dico perchè io che fo fatto la richiesta non mi hanno neanche risposto,che sono la figlia
leggittima? attendo una risposta. Grazie
io penso fortemente che situazioni particolari e delicate – e particolarmente capaci di smuovere sensibilità ed emotività – come questa finiscano, come mi sembra suggerire anche Pao, per essere strumentalizzate al fine di risultare un “caso”.
Un “caso” in cui, evidentemente, ciò che è uno strumento di giustizia e di rispetto (anche se potenzialmente utilizzabile male, senza dubbio come qualsiasi cosa creata a fin di bene) si ritrova ad essere presentato come il male mentre il comportamento negativo recita la parte della vittima.
* * *
Ineccepibile ed esemplare la domanda che si pone Pao:
«Mi chiedo se uno dopo la perdita di una figlia abbia tempo (e voglia) da perdere per cavillare su una multa da 38 € …».
Ricordo, a titolo di esempio, che quando una bella mattina divenuta improvvisamente tristissima ebbi la notizia che mio padre non c’era più, in preda all’agitazione mi infilai alla guida della Panda appena comprata per andare da mio zio che mi aspettava in porto dove stava armando lo Zodiac d’altura ché quella mattina avevamo deciso di portare dei miei amici in gita a Ponza.
Tipico comportamento che non si dovrebbe compiere, evitando l’agire emotivo costringendosi a contare più del necessario prima di agire senza pensare: nel fare la manovra di fretta, strusciai, e parecchio, la fiancata della Panda nuovissima.
Chiunque mi conosce sa che mi faccio il sangue amaro per piccole strusciate o ammaccature alla macchina.
Quel giorno e nei giorni seguenti nemmeno pensai – non ne ebbi pensiero, tempo, idea, lucidità di farlo – di andare a guardare cosa era successo alla fiancata della Panda nuova…
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