Ne avevo parlato quasi due mesi fa in questo post – https://paoblog.wordpress.com/2010/03/18/lacqua-del-rubinetto-e-sicura-e-controllata-ma/ – e finalmente qualcuno più in alto di noi si è reso conto di un problema quasi banale; se l’acqua è contaminata, non è che alzando in deroga il livello minimo di questi contaminanti, l’acqua diventi di colpo potabile.
Controllando la tabella, si scopre che per quanto riguarda l’arsenico, la deroga moltiplica x 5 il livello minimo…
Interessante poi il fatto che si parli sempre di prevenzione, di controllo, ecc. e poi il cittadino non venga informato della pericolosità insita nell’acqua che sgorga dai rubinetti di alcune località. Pericolosità che è reale per alcune fasce della popolazione come, ad esempio, i neonati.
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Il comitato scientifico della Commissione europea si esprime sulle deroghe ad arsenico, boro e fluoro nell’acqua potabile: “Vanno limitate al massimo, la salute dei bambini potrebbe risentirne”.
Troppe deroghe
L’Italia è il paese europeo dove più frequentemente si permette ad alcuni acquedotti di erogare acqua con valori fino a 5 volte superiori alla legge, in particolare per arsenico, boro e fluoro. Una pessima abitudine, che ha più volte suscitato polemiche e creato allarmismi sui potenziali rischi sulla salute. Preoccupazioni non certo affievolite – come è giusto che sia – dal fatto che le deroghe riguardino pochi comuni e località che si trovano nelle regioni Lazio, Campania, Toscana, Umbria, Lombardia e nelle province di Trento e Bolzano (per inciso in tutti i casi si tratta di sostanze presenti naturalmente nelle falde cui gli acquedotti attingono).
| Limite di legge | Deroga | |
|---|---|---|
| Arsenico | 10 ug/l | 50 ug/ |
| Boro | 1 mg/l | 3 mg/l |
| Fluoro | 1,5 mg/l | 3 mg/l |
È per questo che il ministero della salute, prima di prolungare ulteriormente la possibilità di deroghe, ha sollecitato alla Commissione europea un nuovo parere scientifico sulla scottante materia.
Nessun rischio per gli adulti
La risposta dello SCHER (Scientific Committee on Health and Environmental Risks) ha in parte confermato le preoccupazioni che riguardano la salute dei più piccoli, mentre per quanto concerne la popolazione adulta il rischio sulla salute derivante dalla proroga dei valori derogabili per questi tre elementi sarebbe nullo o, tutt’al più, molto basso.
Nello specifico, per i bambini sotto i 3 anni il boro assunto bevendo acqua potrebbe facilmente raggiungere il limite massimo tollerabile, mentre per i bambini e i ragazzi fino a 18 anni non è escluso che gli effetti negativi dovuti all’arsenico si manifestino già a partire dai 20 g/l.
Consigli per le persone “sensibili”
Quando è in vigore una deroga, la regione o la provincia autonoma deve informare adeguatamente e tempestivamente la popolazione coinvolta, fornendo indicazioni specifiche per le categorie di popolazione più esposte a rischi: bambini e adolescenti, donne in gravidanza e allattamento. Consigliamo loro di evitare di consumare acque sottoposte a deroghe per questi parametri.
In attesa di una tempestiva messa al bando delle deroghe, chiediamo al ministero della Salute di segnalare – ad esempio attraverso una mappa interattiva sul sito – tutti i territori che hanno ottenuto deroghe su alcuni dei parametri previsti dal decreto legislativo 31 del 2001 per le acque destinate al consumo umano.
Nella nostra ultima inchiesta in 35 città italiane, avevamo trovato pochi casi in cui l’arsenico era presente, e comunque sempre ampiamente sotto il limite di legge.
Di quali sostanze si tratta
Ma perché queste tre sostanze devono essere sempre tenute sotto la lente di ingrandimento? L’arsenico è un elemento non essenziale all’organismo umano e, a elevate esposizioni attraverso la dieta e l’aria, può causare tumori della pelle e degli organi interni.
Il fluoro, se assunto in quantità eccessiva attraverso l’acqua, l’alimentazione ed eventuali integratori, causa fluorosi dentale e ossea nei bambini. Il boro è tossico per le vie riproduttive, ma non si è rilevata azione cancerogena.
Fonte: www.altroconsumo.it
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