…purtroppo, aggiungerei io; oltre ai problemi pratici, tipo la difficoltà di registrazione, a meno di comprare due apparecchi nuovi (tv + registratore, entrambi con decoder integrati) il che oltre ad essere una spesa, è anche un’idiozia in quanto si devono rottamare apparecchi perfettamente funzionanti.
A parte ciò, ancora pochi giorni fa parlavo del prossimo passaggio a Francesco (di Roma) che ribadiva la scarsa qualità di alcuni canali Rai se non , addirittura, l’impossibilità di vederli.
Si sbandiera l’ottima qualità, ma è risaputo che la qualità è streettamente legata alla potenza d’emissione del segnale e va da sè che pur di risparmiare costi, le emittenti non invieranno i segnali in modo tale da fornire un’ottima qualità all’utente.
Ai canali generalisti, che gli frega? Noi riceviamo gratis, per cui… Alla Rai che gli frega? Il canone lo devi pagare a prescidnere dalla ricezione del canale, per cui…
Senza contare poi che non si è tutelato l’utente neanche dal punto di vista tecnico. L’informazione c’è, ma è fumosa, talvolta le informazioni sono contraddittorie e soprattutto non mi spiego come sia possibile che mio padre, con un decoder che gli avevano regalato alcuni anni fa, collegato ad un vecchio tv portatile (senza antenna centralizzata) riesca a vedere meglio che con il decoder ufficiale, collegato ad un moderno tv lcd ed antenna condominiale. Altro che zapper, interattivi, bollini gialli o blu…
Che poi non capisco che voglia dire passare 2 canali domani sul digitale ed i restanti tra alcuni mesi. Passateli tutti e via andare, almeno risolviamo i problemi in una volta sola… E’ come dare ad una persona scalza una scarpa sola e pretendere che cammini speditamente…
°°°
La televisione italiana diventa un po’ più digitale. Dopo lo “switch off” di Sardegna e Lazio, domani toccherà alla Lombardia, il Piemonte orientale e le province di Parma e Piacenza. Non sarà però ancora un passaggio totale al segnale digitale dato che riguarderà solo Raidue e Retequattro; lo spegnimento definitivo della tv analogica è invece fissato tra il 15 settembre e il 20 ottobre 2010.
I cittadini del Nord Italia dovranno ripercorrere lo stesso iter che i cittadini romani hanno compiuto qualche mese fa: verificare se si è già in possesso di un televisore di nuova generazione che ha il decoder interno (già da un po’ sono fuori commercio i vecchi apparecchi analogici) o, in caso contrario, acquistare una “scatoletta esterna” da collegare alla vecchia tv.
Bisogna poi ricordare che c’è decoder e decoder: nella scelta il consumatore è aiutato dal sistema di bollini Dgtvi: il bollino grigio certifica gli apparecchi più semplici (ed economici) che permettono la sola ricezione dei canali gratuiti; è invece blu il marchio per i prodotti che consentono di vedere anche i programmi a pagamento e di accedere ai servizi interattivi; bollino gold (oro) per i decoder ad alta definizione.
Simile la classificazione per i televisori: bollino bianco per gli apparecchi che possono ricevere solo i canali in chiaro, ma possono adeguarsi alle offerte a pagamento acquistando un modulo Cam a parte; blu per le tv che consentono i servizi interattivi; silver per la ricezione dei canali ad alta definizione. Esiste anche un bollino gold per i televisori più evoluti che oltre alle normali funzioni permettono di fruire di servizi interattivi innovativi come seguire i programmi tramite connessione a banda larga.
Superato l’ostacolo dell’acquisto dell’hardware più consono alle proprie esigenze, per il collegamento alla tv bisogna inserire il cavo dell’antenna nella presa Rf del decoder e collegarlo a sua volta con il televisore, utilizzando la presa scart. Problemi di segnale potrebbero verificarsi nel caso di un errato collegamento di cavi.
La seconda fase è la sintonizzazione dei canali che può richiedere un po’ di tempo vista la vastità dell’offerta tra grandi broadcaster, nuovi canali ed emittenti locali. L’ultimo step riguarda l’antenna: può essere necessario un nuovo orientamento o filtri sul tetto.
Sulla carta, è indubbio il potenziale democratico della tecnologia: grazie alla compressione digitale, nello stesso spazio dell’etere dove era possibile trasmettere un solo canale analogico “passano” ora cinque o sei canali “impacchettati”, il che significa maggiore offerta per il consumatore che può scegliere tra più di quaranta canali. Ma le emittenti locali sostengono che di fatto non è cambiato nulla perché rimane lo stesso squilibrio di risorse tra piccoli e grandi broadcaster che c’era nel digitale, tutto a discapito del pluralismo tanto paventato.
Altro problema da affrontare prima del totale switch off della penisola (previsto entro il 2012) è l’uniformità della ricezione del segnale in tutta Italia, resa difficoltosa dalle caratteristiche fisiche del territorio; problema che rischia di acuire il divario tra le regioni del Nord e quelle del Sud. Dove la televisione ha unito gli italiani, come si diceva riferendosi agli albori della tv, che non sia il digitale a dividerla di nuovo.
Autore: Unione Nazionale Consumatori
Fonte: http://www.consumatori.it
I commenti sono chiusi.
Il governo è attentissimo a una piattaforma scadente e già obsoleta come il digitale terrestre… Ovviamente a danno di internet, che è la vera fonte di libertà per tutti…