La psoriasi è una patologia cutanea facile da diagnosticare non solo da uno specialista, ma anche da un buon medico di base: alla comparsa delle macchie sospette, in genere ben evidenti, il verdetto viene prontamente emesso. Non mi dilungo sulla descrizione delle lesioni cutanee per non creare falsi allarmismi o autodiagnosi errate… a ognuno il suo mestiere!
La parola psoriasi deriva dal greco “psao”, gratto. Con il termine “psora” si indicava un tempo la scabbia o l’impetigine. Benché il prurito non sia il sintomo più caratteristico di questa patologia, tuttavia questa inesattezza terminologica si è ormai consolidata e a nessuno verrà mai in mente di cambiarle nome.
Psoriasici si nasce, in quanto la componente genetica è senz’altro presente, ma non è ancora completamente chiaro quanti e quali geni siano coinvolti. Questa condizione è ben diversa da chi “eredita” il colore degli occhi o il colore della pelle; piuttosto caratterizza uno stato di predisposizione. Non è detto che un genitore affetto da psoriasi la trasmetta ai figli, è solo una questione di aumento di probabilità, neanche poi così elevato. Questa malattia non si manifesta alla nascita, ma, il più delle volte e con le dovute eccezioni, verso l’età adulta.
È necessario il concorso di vari fattori per far sì che questa predisposizione venga alla luce, come se i geni coinvolti avessero bisogno di una sorta di “attivazione” (al limite potrebbe anche non svilupparsi mai). Questi fattori possono far comparire la psoriasi per la prima volta oppure provocarne un aggravamento e bisogna dire che non sempre si riescono ad individuare.
La psoriasi, più di altre malattie, non è un’entità a se stante contro cui accanirsi: è necessario considerare l’individuo che ne è portatore nella sua complessità, cercando di aprire un varco nella corazza (la placca psoriasica) che si è venuta a formare fra lui e il mondo esterno….
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