in sintesi un articolo di Maurizio Caprino
Ieri sul Raccordo anulare di Roma una banda di rapinatori aveva fermato un malcapitato automobilista mostrandogli una placca metallica simil-polizia, ma poco dopo sono passati poliziotti veri ed è scattato un inseguimento molto movimentato.
La domanda sorge spontanea: si è obbligati a fermarsi quando qualcuno mostra una placca?
La risposta è no. Assolutamente no (ovviamente salvo che si tema che i banditi possano colpire con armi da fuoco, ma è raro che ciò accada se non si trasporta un tesoro a bordo).
Infatti, la placca fa molta scena (ricorda i telefilm americani), ma per il Codice della strada non ha alcun valore. Le uniche cose che hanno rilevanza sono la divisa e/o la paletta.
La questione è chiarita dall’articolo 24 del Regolamento di esecuzione del Codice, che stabilisce come va intimato l’alt. Per questo, impone l’uso della paletta a tutti gli agenti che non siano in uniforme: bisogna mostrarla “in modo chiaramente visibile” al conducente da fermare.
Se gli agenti sono in movimento su un veicolo (non importa se di servizio o privato), devono sorpassare chi intendono fermare e mostrargli la paletta dal loro finestrino.
Non basta: una volta che ci si è fermati, va esibita “la speciale tessera rilasciata dalla competente amministrazione” (quindi nessuna placca, che può servire in altre circostanze non connesse alla circolazione stradale).
Per chi è in divisa, le cose sono più semplici: si può intimare l’alt anche col fischietto, con un segnale luminoso o semplicemente con le mani. Nessun obbligo di paletta (anche se nella prassi si usa – giustamente – molto anche in questi casi) o di esibire la tessera dopo l’alt.
A questo punto, obietterete che si può anche esibire una paletta falsa. Vero.
Per ridurre i rischi, ricordate che la parte rotonda della paletta deve avere un diametro di 15 centimetri, essere di materiale rifrangente plastico o metallico su entrambe le facce e avere la parte centrale rossa con diametro di 10 centimetri e con al centro lo stemma della Repubblica (la stella contornata dalla ruota) disegnato con tratto nero.
Sulla parte rotonda che resta bianca, ci devono essere perlopiù due scritte: in alto quella col nome dell’amministrazione di appartenenza con lettere nere alte 1,4 centimetri, in basso quella col nome del corpo con lettere nere alte 1 centimetro. Il manico dev’essere bianco, lungo 30 centimetri e, soprattutto, deve avere inciso un numero di matricola.
Regole a parte, va detto che spesso anche le pattuglie in borghese quando devono fermare qualcuno usano esporre un lampeggiante blu, per non cogliere troppo di sorpresa chi sta guidando ed evitare quindi che possa spaventarsi.
Gli equipaggi che invece sono impegnati in altri servizi magari non usano alcun lampeggiante, ma resta il fatto che per l’alt sono obbligati a usare la paletta. A volte non lo fanno, ma sono eventi che a una persona normale capitano ben difficilmente e comunque non c’è alcun obbligo di fermarsi.
Né si rischia di beccarsi un proiettile: le forze dell’ordine ci pensano sempre due volte prima di usare le armi e comunque tendono a farlo solo se l’inseguito dà l’impressione di sparare a sua volta.
Ben diverso è il non fermarsi all’alt regolarmente intimato: la multa va da 80 a 318 euro e si perdono tre punti.
Se poi si forza un posto di blocco le cifre diventano da 1.256 a 5.030 euro e si perdono 10 punti, con possibilità di denuncia penale se viene ravvisato anche un reato previsto dal Codice penale.
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