“Ben venga l’iniziativa dell’ENI di concedere uno sconto sulla benzina, ma che l’iniziativa sia spiegata bene negli spot, altrimenti sarà solo un modo di tradire i consumatori”.
Così Massimiliano Dona, Seg. generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commenta l’offerta presentata dalla Società petrolifera.
Le nuove accise varate dal governo (l’ultima per far fronte all’emergenza del terremoto in Emilia) e le speculazioni sui prezzi alla pompa, che mantengono alti i listini nonostante il calo del petrolio, stanno prosciugando il portafoglio dei consumatori, sempre più stretti nella morsa della crisi.
In questa situazione -afferma Dona- l’iniziativa dell’ENI di applicare uno sconto di 20 centesimi al litro su gasolio e benzina verde rappresenta una buona occasione di risparmio su una delle voci di spesa più gravose per le famiglie italiane, ma sarà necessario prestare attenzione alle limitazioni: evidenziamo infatti che lo sconto è applicato solo per le pompe ‘self service pre-pay’ e durante i week-end estivi (dalle 13 del sabato fino alla mezzanotte della domenica, fino ad esaurimento delle scorte in ciascuna stazione aderente)”.
“Ci auguriamo -conclude Dona- che l’iniziativa dell’ENI venga estesa e che possa dare il via ad un effetto ‘trascinamento’ che porti anche gli altri gestori a promuovere offerte analoghe”.
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Il punto di vista di Maurizio Caprino:
L’Eni, ieri ha svelato la grande mossa che da giorni ci si attendeva (e che stava creando scompiglio nei rapporti tra compagnia e gestori): sconti di 20 centesimi al litro nei weekend estivi, ma solo negli impianti che aderiscono all’iniziativa. Anche le altre compagnie vedono male quest’iniziativa, qualcuno la giudica incomprensibile.
Magari qualche associazione di consumatori dirà pure che dimostra quanto siano ampi i margini di guadagno per i petrolieri. A me la verità sembra un’altra: buona parte dei margini è già mangiata dalle inefficienze del sistema, per cui l’Eni rischia di vendere sottocosto.
Lo fa perché il suo azionista è il Governo, che deve mettere una pezza alle conseguenze del caro-carburanti sull’economia, innescato dai continui aumenti delle accise. Dunque, lo Stato è costretto a fare cassa subito con le accise e ora, per alleviare un po’ la pressione, comprime la parte industriale del prezzo.
Ne risentirà il bilancio dell’Eni, ma il danno per le finanze pubbliche è molto minore e si vedrà più in là nel tempo. Col cerino acceso in mano restano le altre compagnie, che verosimilmente dovranno ridurre anche loro i prezzi per continuare a vendere anche nei weekend.
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