un articolo di Dario Dongo che leggo su Il Fatto Alimentare
L’articolo 62 della legge 27/2012 si applica a tutti gli effetti già dal 24 ottobre 2012, ed entro il 31 dicembre ed ogni contratto di compravendita di prodotti agricoli e alimentari dovrà venire adeguato alle nuove regole.
L’informazione rimane tuttavia confusa, con la complicità di alcune rappresentanze di categoria. In questo caso, il (de-)merito va a Fipe e al Corriere della Sera.
Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei pubblici esercizi, il 26 novembre ha lanciato una provocazione adducendo che l’articolo 62 imporrebbe a tutti i costi al venditore di emettere 4 fatture separate per la vendita di un tipico pacco dono natalizio: “vini o champagne, cotechino, panettone, ed un oggetto qualunque”.
Il Corriere della Sera ha purtroppo creduto alla montatura di Fipe, ripresa con enfasi tragicomica e punti esclamativi nell’articolo “Quattro fatture per il cesto di Natale, come negare la semplicità“.
Ma quanto si afferma non è vero!
Come abbiamo evidenziato nell’ebook “Articolo 62, una Rivoluzione” e in precedenti risposte a quesiti, il venditore può invece fare la scelta più semplice e ragionevole: definire il più breve dei termini di pagamento stabiliti dalla norma e redigere una sola fattura per tutti i prodotti inseriti nel cesto natalizio come in ogni altra consegna unitaria di alimenti deperibili e non, bevande alcoliche e quant’altro. Bufale comprese (!).