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Si può riciclare all’infinito. E infatti per grandissima parte i contenitori che usiamo ogni giorno sono proprio realizzati con quelli che abbiamo gettato nei raccoglitori della differenziata. Bottiglie, vasetti, barattoli. Guardiamo qui al vetro, che nasce e muore in vetreria. E negli stessi impianti torna a nuova vita, per un ciclo infinito di volte.
A mettere fuori gioco il recupero del vetro basta poco: un frammento di cristallo, di pyrex, di ceramica.
Intrusi erroneamente gettati nei contenitori della differenziata, e capaci di compromettere la resistenza dei nuovi contenitori, persino di minare la funzionalità degli impianti. Per questo negli stabilimenti di riciclo la loro espulsione è generosa, e alla fine lo scarto è fatto per metà di materiale idoneo.
“Per ogni pezzetto di ceramica vengono eliminati almeno 20 pezzi di vetro. Alla fine circa il 15% del vetro raccolto viene scartato per allontanare ciò che vetro non è”, dice Massimiliano Avella del Co.Re.Ve, il consorzio istituito nel 1997 dai principali gruppi vetrari e che gestisce la raccolta del vetro nel 75% dei Comuni italiani, pari a 50 milioni di cittadini.
Non è necessario risciacquare gli imballaggi in vetro prima di differenziarli, ma è molto importante svuotarli da eventuali residui. Prima di rinascere come contenitore nuovo di zecca, il vetro viene in ogni caso trattato e reso idoneo al riciclo.
Non preoccupatevi di eliminare etichette o altri accessori che non vengono via. Togliete tutto quello che è facilmente asportabile, come tappi, collarini e Le operazioni di trattamento del “rottame” assolvono anche a una ulteriore separazione del vetro da ciò che vetro non è.
Occhio alla ceramica, il nemico giurato del vetro! Ci sono materiali che sembrano vetro, ma vetro non sono. Il caso più insidioso è quello della vetroceramica (pirex), la cui assoluta trasparenza trae in inganno l’occhio più esperto.
È però importante ricordarsi di tenere il pirex – così come i piatti, le tazzine – alla larga dal vetro: a causa delle diverse temperature di fusione, è sufficiente un solo frammentodi ceramica – mescolato al rottame di vetro pronto al forno – per vanificareil processo di riciclo, dando origine a contenitori destinati irrimediabilmente a infrangersi.
Se il cristallo va in frantumi… non gettatelo insieme al vetro! Bicchieri e bottiglie in cristallo contengono un’elevata quantità di metalli pesanti, come il piombo, che non devono contaminare il processo di riciclo del vetro: per questo motivo, è importante mantenere separati i contenitori in cristallo dalla raccolta differenziata del vetro.
Gli altri materiali da tenere separati dal vetro?
Lampadine, lampade a scarica (neon) e specchi contengono sostanze pericolose per l’ambiente, assolutamente incompatibili con il riciclo del vetro (spesso utilizzato come imballaggio per alimenti).
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Finora destinato alla discarica, quel 15%, di cui si diceva, di vetro scartato nelle operazioni di riciclo comincia comunque a trovare nuovi impieghi. Maniglie per yacht di lusso, per esempio, come quelle del 28 metri Amer 92, presentato al Salone nautico di Genova 2012.
Ad ampliare le possibilità di recupero del rifiuto non riciclabile (già utile in edilizia e in alcuni comparti industriali) è la messa a punto di un nuovo materiale, la pasta di vetro, che si presta alla creazione di oggetti indeformabili e ad alta resistenza al surriscaldamento (piastrelle per rivestimenti d’interni, sanitari ecc.).
L’invenzione è opera della EcoTecnoMat, la società spin off (vale a dire nata per dare uno sbocco di mercato alla ricerca) dell’Università di Modena e Reggio Emilia, sostenuta in questo obiettivo dal fondo cofinanziato da Co.Re.Ve e Anci per la promozione del riciclo del vetro.
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E’ stato realizzato un video dal regista Fabio Canepa che illustra il viaggio di una bottiglia dal momento in cui viene gettata nel cassonetto fino a quando ritorna a essere bottiglia.
C’è anche un opuscolo scritto in collaborazione con WWF dal titolo Manuale per la raccolta e il riciclo dei contenitori in vetro.
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