in sintesi un articolo che leggo su Rinnovabili.it che racconta di una pizzeria definita verde, anche se mi chiedo quanto sia ecologico farsi 90 minuti (tra andata e ritorno) per andare a mangiare in mezzo al mare.
A meno che sia destinata ai soli diportisti di passaggio … il che ovviamente non è, dato che ad esempio vengono organizzati eventi a cui partecipano dj’s di fama internazionale che richiamano i giovani di tutta la costa.
A soli 45 minuti dalla costa delle isole Fiji si può raggiungere in barca la pizzeria che galleggia tra le acque cristalline del’isola Malolo e godersi un trancio di margherita nell’ambiente incontaminato del tratto di oceano dell’arcipelago Mamanuca.
La struttura in legno ha un corpo centrale e delle grandi terrazze ombreggiate da tende bianche che permettono ai visitatori di mangiare disturbati solamente dal rumore del mare.
La pizzeria è molto attenta alla sostenibilità e fa parte del Mamanuca Environmet Society (MES), la società che si batte per minimizzare il consumo di risorse e la produzione di rifiuti nell’arcipelago.
Ogni giorno il ristorante galleggiante trasporta tutti i rifiuti, organici e non, fino all’isola nella quale vengono riciclati e riutilizzati come compost nei giardini del continente.
La struttura Cloud 9 garantisce il massimo rispetto della flora e della fauna marina e che nessun scarico viene sversato nelle acque cristalline.
Le due toilette ecologiche “a bordo” hanno carta igienizzante e sparsi per la piattaforma ci sono bidoni per differenziare i rifiuti.
Le Mamanuca sono un arcipelago vicino all’isola principale delle Fiji. Le ho visitate. Per chi dovesse recarsi alle Fiji le consiglio vivamente.
L’isola principale, pur essendo un’isola molto bella (bellissima vegetazione all’interno), è molto grande e praticamente non ha spiagge ad accesso libero.
Per andare in spiaggia bisogna accedere tramite un resort, stracaro (400 euro a notte, quando va bene), stragrande (palazzi di 5/6 anche 8 piani) stramoderno (spa, strutture….), stracostruito (ponti, ruscelli, piscini…) pieno di turisti australiani e di ignari italiani in viaggio di nozze che riescono ad avere un pacchetto d’occasione.
In realtà poi per chi non risiede nel resort, è sufficiente pranzare al ristorante o consumare al bar (prezzi italiani elevati – 10-12 euro un cocktail analcolico) e il resort ti permette l’accesso alle loro spiagge e strutture per tutto il giorno.
Tutt’altra sinfonia sono le Mamanuca. Ti rechi all’embarcadero, vai all’ufficio turismo, prenoti nelle strutture che vuoi e parti. Spiego. Molte delle isole delle Mamanuca hanno una struttura turistica che da quelle parti si categorizzano non da stelle ma da cocchi (noci di cocco). Se i cocchi sono pochi le strutture sono familiari, gestite da abitanti del luogo autoctoni. Sono strutture spartane ma assolutamente decenti, bellissime.
A volte per prezzi modici hai dei bungalow da favola, a volte hai una camerata con bagni comuni, tipo campeggio. Mangi casareccio, le spiagge sono davanti all’uscio di casa e sono stupende. Le famiglie ti trattano come uno di loro, ti accolgono con la canzone tipica suonando la chitarra, offrendoti un cocco da bere, ti salutano con BULA (ciao).
La sera la famiglia intera si organizza per l’animazione, tipo villaggio turistico ma è come giocare a tombola in famiglia. I turisti sono giovani o giovanili, moltissimi inglesi minorenni che viaggiano da soli. Più sono i cocchi più le strutture assomigliano a quelle sopra descritte dell’isola principale.
Dall’embarcadero partono due volte al giorno i traghetti. In pratica tutti i giorni il traghetto passa davanti a queste isole, una volta la sera e una volta la mattina, carica chi parte e scarica chi rimarrà sull’isola uno, due tre giorni. Ogni due o tre giorni, i turisti cambiano isola e si fanno la vacanza in questo modo. Spesso ritrovi gli stessi turisti nell’isola successiva e si crea amicizia.
Quindi diciamo che la pizzeria in mezzo al mare non ha creato nulla di nuovo.
Il traghetto farà una sosta anche lì, non inquina molto di più. Secondo me lo sforzo ecologico c’è e se devo dirla tutta ho trovato le Fiji molto pulite. Unico punto debole le strutture mediche…. se qualcosa di serio accade l’ospedale vero più vicino è in Australia. Per il clima, ovviamente in mezzo all’oceano le nuvole cariche di pioggia sono di passaggio e a volte passano in più di 24 h.
Ci sono poi altri arcipelaghi intorno all’isola principale, non ricordo i nomi. Uno l’ho visitato in altro modo, con gita turistica in giornata. Ho visto l’isola di Cast away… bellissima. Non sono sicura che anche gli altri arcipelaghi siano visitabili con la modalità del traghetto che ho descritto.
ps quando si arriva su un’isola, non si accede direttamente dal traghetto, la barriera corallina non permette l’avvicinamento. O ti vengono a prendere con una barchetta o te la fai a piedi, e i ragazzi dell’isola vengono a prenderti i bagagli che trasportano in spalla. In ogni caso arrivi e la chitarra inizia a suonare, così come quando parti e ci lasci il cuore
A me l’idea piace molto! Se potessi ci andrei al volo…. Non sono mai stata alle Fiji ma alle Maldive sì e se tanto mi tanto, deve essere un’esperienza bellissima….