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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: La città dei 15 minuti

Le città in cui abitiamo modellano, a volte senza che ce ne accorgiamo, la nostra vita: dove andiamo, come ci arriviamo, cosa facciamo e cosa non facciamo entro i loro confini.

Ma cosa accadrebbe se costruissimo le nostre città in modo differente? E se viaggiassimo in modo diverso? E se potessimo ottenere indietro un po’ del tempo speso a spostarci e farlo nostro?

In questo breve e documentato saggio, Natalie Whittle esamina vantaggi e svantaggi del concetto di città dei 15 minuti.

Tra cambiamento climatico e pandemie che mettono in discussione la necessità del pendolarismo, Whittle invita a riflettere su come e perché ci spostiamo ogni giorno.

Dalla Amsterdam delle auto a quella delle biciclette, dalla Parigi di Haussmann fino a una inedita Paris 2024, le città si sono continuamente reinventate e un’idea potrebbe cambiare la nostra vita quotidiana, e il mondo, molto più rapidamente di quel che pensiamo.

La città dei 15 minuti è un tipo diverso di luogo: invece di orizzonti infiniti, presenta come teatro della vita urbana quartieri compatti, dove un quarto d’ora e il tempo ottimale per arrivare dalla porta di casa alle fermate essenziali per l’istruzione, la salute, il lavoro, lo shopping e la cultura, spostandosi in bicicletta o a piedi.

Attenti all’ambiente, i residenti userebbero raramente l’auto per le piccole commissioni o per recarsi al lavoro, perché la città dei 15 minuti sarebbe attraversata da un reticolo di percorsi pedonali e piste ciclabili.

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Questa voce è stata pubblicata il 1 luglio 2023 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , , .