Su Mastodon, partendo dalla mia segnalazione di questo articolo di Paolo Attivissimo:
“Questa è la storia di come ho creato una modella digitale, di come e perché la gente si entusiasma per delle immagini totalmente sintetiche, e del sorprendente sottobosco di persone e ditte che guadagnano dal boom degli aspiranti creatori di influencer virtuali, attratti dalla speranza di facili guadagni.”
…si è innescato uno scambio di opinioni con J. nel quale poi sono entrati altri utenti.
J: Sono davvero sconvolto dalla facilità con cui MOLTE persone adorano/accettano questi “prodotti” dell’IA – il livello si sta abbassando sempre più – riscoprire le cose “vere” sarà un valore.
Questo passaggio dell’articolo citato, la dice lunga: “perché la gente segue le influencer virtuali e addirittura paga per vederle? La risposta è che la maggior parte delle persone, quando guarda le foto … non vede avvisi che dicono che si tratta di immagini sintetiche, usa lo schermo piccolo del telefonino, che nasconde moltissimo questi dettagli rivelatori, e comunque è talmente distratta dall’aspetto fisico provocante di quello che sta guardando che … la razionalità passa del tutto in secondo piano”
J: io ho dei grossi dubbi anche con i cosiddetti influencer – ma chi dovrebbero influenzare, ma soprattutto perchè una persona (sana) dovrebbe farsi “influenzare” dall’ultimo c____ne che ha l’uso della tastiera e riesce ad utilizzare un social. Se io mi trovo bene con un oggetto/marca/prodotto/servizio e ho la MIA esperienza magari anche quella di altri, perchè deve arrivare uno a dirmi la SUA e magari cercare di “venderla” come VERITA’ – perchè?
Paoblog: hai ragione, tuttavia gli influencer sono la versione evoluta dei “testimonial” degli spot televisi.
Ti pare che io usi il Vernel oppure la Nespresso perchè Hilary Blasi e George Clooney li pubblicizzano, ben pagati?
Io no, tu no, ma se le aziende continuano ad investire somme enormi per vip da usare negli spot, vuol dire che paga.
Rende il testimonial, rende l’influencer. E gli spot per le auto con la testimonial Vip senza patente? La gente abbocca a tutto….
(Visto che si parla di Influencer, una notizia che cade a fagiolo: “Sanzione di oltre 1 milione alle società riconducibili a Chiara Ferragni e di 420.000 euro a Balocco. L’Autorità ritiene che si sia trattato di una pratica commerciale scorretta aver pubblicizzato il Pandoro, “griffato” Chiara Ferragni, lasciando intendere ai consumatori che, comprandolo, avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino per acquistare un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini. Le società Fenice e TBS Crew hanno incassato la somma di oltre 1 milione di euro a titolo di corrispettivo per la licenza dei marchi della Ferragni e per la realizzazione dei contenuti pubblicitari, senza versare nulla all’ospedale.)
J: IL PROBLEMA E’ PROPRIO QUELLO – io sto cercando di crescere i figli facendogli DUBITARE di tutto e di provare di persona prima di CREDERE alle parole – non è facile ma se si vuole…
Non avendo figli, va da sè che ho chiesto a J se i figli recepiscono?
Mi risponde che “i giovanissimi secondo me sono già oltre – in generale sanno benissimo come “funzionano” i social, ovvera cosa c’e realmente dietro, poi chiaro se non si pongono domande e non ci pensano ci cascano con tutti e due i piedi…“
Io francamente non sono così ottimista in merito, per cui ho chiesto un parere ad Attivissimo, visto che lui gira per le scuole e quindi è sul pezzo ed infatti Paolo ci dice che: “Nelle scuole in cui vado, i ragazzi e le ragazze non hanno la minima idea di come funzionino realmente i social. Non immaginano che siano macchine per accumulare dati intimi su di loro e che tutto il traffico sia pilotato.“
Arriva poi Luca con una proposta: “pensa se ci fosse un sw open source che permettesse di tirare in piedi un social network di istituto dove imparare queste dinamiche, il pubblico, il privato, la privacy, la moderazione (da una idea di @kenobit )”
Proposta subito accolta da J: “potrebbe essere una grande idea per le scuole, davvero…”