
Febbraio 1963. Un giornalista torinese, Francesco Gallo, viene trovato privo di vita alle pendici di Monte Forte, nella Nurra. Le indagini condotte dal tenente Roversi sembrano indicare che il movente sia legato a un reportage che il giornalista stava conducendo nella zona e abbia a che fare con le tensioni per la crisi mineraria in atto in tutta l’isola.
A capo dell’inchiesta subentra il Nucleo Investigativo Regionale di Cagliari, mentre il tenente, estromesso dal caso, chiede e ottiene di occuparsi di un’indagine in apparenza secondaria: la misteriosa sparizione di un pittore dilettante, Carmine Fusco, ex galeotto stabilitosi dopo la scarcerazione in un vecchio cuile abbandonato della Nurra, a cui anche il giornalista aveva dedicato un’attenzione crescente prima di essere ucciso.
Convinto dell’esistenza di un legame fra i due casi, Roversi, contro il parere dei suoi superiori e muovendosi al limite di regolamenti e ordini ricevuti, dovrà fare ricorso a tutta la sua astuzia per costringere alla fine l’assassino a uscire allo scoperto e indurlo a confessare.
Opinione personale: Questo è il decimo libro che leggo della Serie con il Tenente Roversi il che conferma il gradimento sia per il personaggio in sè, sia per le storie di Zucca, ben scritte e mai noiose.
Oltre all’indagine sull’omicidio, alla quale si affianca quella di Roversi sulla scomparsa del pittore, c’è la solita vicenda personale che questa volta riguarda Michele, il fratello di Caterina (fidanzata di Roversi) e come sempre tanta carne al fuoco non rovina la lettura, anzi la alimenta.
Nella mia classifica personale ottiene un Buono (4* su Kobo).