a cura di Da-Per (Social Media Manager)
Per ringraziare l’Universo di aver concesso la Visione al Grande Caffeino, l’adepto consuma il proprio cappuccino dopo la lettura.
Esistono due scuole di pensiero [come per il mitico e ormai estinto Soldino Mulino Bianco n.d.r.]:
I più trasgressivi optano però per il pociàr (“intingere” nell’antico idioma della Serenissima).
Il rito si svolge inzuppando un biscotto – meglio se a forma di goccia e con tante scaglie di cioccolato – nel liquido caffelattesco.
Il Divino Caffeino ci dice che fa entrambe le cose: prima sugge la schiumetta scucchiaiandola appena servita, poi, gustato il cappuccino, afferra di nuovo il cucchiaino e ripulisce i residui.
Ed infine un’integrazione del discepolo del Granducato toscano: io sono della seconda scolastica: bere il cappuccino da sotto la nivea e poi scucchiaiare…