Ieri un amico su Mastodon mi ha tolto le parole di bocca scrivendo:
“Ho visto i video della tragedia in Svizzera. Il locale va letteralmente a fuoco e i ragazzi cosa fanno? Riprendono con il telefono invece di scappare. Ho i brividi.”
Ho visto alcuni video dove si vedono chiaramente molti ragazzi fermi nel locale e filmare con il telefono l’incendio che si sta propagando sul soffitto.


In un filmato ho visto un ragazzo che cercava di spegnere il fuoco con una maglietta, gesto istintivo, ma assolutamente inutile, ma gli altri dietro di lui, riprendevano il soffitto in fiamme con il cellulare.
Chissà, magari se fossero schizzati fuori a dare l’allarme, sarebbe stato meglio; un testimone ha detto che molti sono rimasti seduti oppure a filmare e sono poi usciti tutti di colpo quando la situazione era fuori controllo, intasando quindi la scala, già stretta di suo.
Anche se avessero reagito in maniera più concreta, sarebbe stata una tragedia, la portata di questo evento drammatico non è in discussione e non colpevolizzo alcune di queste vittime.
Quello su cui si dovrebbe ragionare è la totale mancanza di consapevolezza di quello che stai vivendo, come se fossero solo spettatori di un video nel quale, invece, sono fra gli attori protagonisti e dove pagano in prima persona.
In una situazione del genere puoi bloccarti terrorizzato, andare nel panico e scappare calpestando gli altri, puoi aiutare anche a rischio della tua vita, puoi fare tante cose, ma … filmare con il telefono?
Molti hanno perso la coscienza di sé, trasformandosi in comparse di una vita irreale, che però tale non è.
Non si vive di soli “like”, oltre i social e l’approvazione frettolosa e distratta dei “follower”, c’è di più: la vita.
Ed una volta che l’hai persa, il “gioco” è finito (game over se ti va), senza possibilità di resettare e ripartire.