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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Guida ecologica e sicurezza

Nota di Pao: Io sono fra quelli che, quando uso la mia auto diesel, giro in città in 5a, a 1000 giri. Eliminando eventuali situazioni d’emergenza, che non sono prevedibili, non mi sono mai trovato in difficoltà applicando la cosidetta Ecodrive. I consumi ci guadagnano in maniera evidente ed una volta modificato l’intero approccio alla guida, si resta in ogni caso più rilassati. Posso dire che alla base di tutto secondo me c’è la capacità di leggere il traffico, cosa questa che fermo restando il principio della guida ecologica, si riesce a capire quando sia il caso di restare a 1000 giri in quinta e quando invece è meglio scalare una marcia, proprio al fine di mantenere un’andatura fluida.

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Domani a Milano presenteranno i primi risultati dei corsi di guida orientati al risparmio di combustibile (Scarica Scuola di guida economica). Bella iniziativa, soprattutto dato il periodo (crisi e ansia da riduzione della CO2). Ma – a parte la necessità di verificare i risparmi effettivamente conseguibili su strada aperta al traffico – da tempo mi chiedo come si possa conciliare con la guida sicura: per poter controllare bene un veicolo e fare sorpassi senza rischi, occorre tenere comunque il motore a un regime che consenta risposte sufficientemente pronte all’acceleratore. Esperti mi hanno risposto che non c’è problema, ma non si sono posti un problema: su non poche auto (soprattutto un pugno di modelli piuttosto diffusi in Italia), sotto i 2.000 giri se a gasolio e i 3.000 se a benzina, il motore risponde poco o per nulla. Non solo: i rapporti del cambio sono talmente lunghi da far raggiungere velocità proporzionalmente elevate senza che il conducente se ne accorga e possa ben controllare il mezzo: pensate ad andare a 60 all’ora a 1.000 giri in città o magari su una curva di cui non avete valutato bene il raggio.

Fonte: http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/