L’articolo è disponibile solo per i Soci di Altroconsumo, tuttavia pubblico un breve riassunto:
In gergo medico si dice che un farmaco viene utilizzato “off-label” quando si usa per curare disturbi differenti da quelli per cui è stato registrato o secondo modalità diverse da quelle documentate dagli studi clinici.
Farmaci: rischi per l’utilizzo diverso da quello solito
La procedura off-label è di per sé legittima. Sta al medico applicarla con i dovuti limiti e le necessarie cautele. In pratica, l’utilizzo “fuori etichetta” di un medicinale è una specie di sperimentazione a cui il paziente accetta di sottoporsi, dopo essere stato chiaramente informato del rapporto rischi/benefici che questo trattamento comporta.
Questa pratica è eticamente corretta quando non ci sono terapie disponibili per quel tipo di malattia; oppure, sono già state usate, senza successo, le altre cure a disposizione.
Se invece, qualsiasi sia il problema da affrontare, ci sono farmaci ad hoc di provata efficacia e sicurezza per quella malattia o per quel sintomo, il ricorso all’off-label di altri medicinali finisce per tradursi in un aumento del rischio per il paziente, senza garanzie di risultati positivi.
Prescrizioni di medicinali “fuori etichetta”
Proprio perché fuori dalle regole, non è facile quantificare la diffusione delle prescrizioni off-label. Vi si ricorre soprattutto in alcuni settori.
Fonte: www.altroconsumo.it