di Fabio Volo
Ediz. Mondadori – Pagg. 294 – € 18,00
Trama: I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin. È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c’è mai stato e con una lei che se n’è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.
Letto da: Paolo
Opinione: E’ il secondo libro di Fabio Volo che leggo e, come il precedente, mi è stato regalato da una cara amica; in questo caso, però, come lei stessa ha scritto nella dedica, è andata sulla fiducia, in quanto ancora non lo aveva letto.
Se per Il giorno in più è andata bene ed ho ritrovato lei nella trama, seguendo appieno il pensiero di Daniel Pennac che entrambi conosciamo, in questo caso, per quel che mi riguarda, il libro non mi è piaciuto. Di fatto è un romanzo con un solo personaggio e che ruota intorno a lui ed al suo sentire in maniera totale.
Diversamente da quanto scritto in copertina Ci si trova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia…ho accennato un paio di sorrisi e nulla più. Così come nel libro precedente avevo trovato un Volo che scriveva con leggerezza, ma non con superficialità, ironico e divertente, a tratti, qui l’ho trovato spesso troppo greve, troppo sesso, inutilmente descrittivo, ed in ogni caso Lorenzo è veramente insopportabile.
Ho apprezzato molto, invece, la parte che racconta del rapporto mancato con il padre ed il suo svilupparsi da metà libro in poi, dove Volo è riuscito a rendermi partecipe, anche raccontando piccoli gesti ed atteggiamenti. Sarà che anch’io con mio padre ho un rapporto colmo di silenzi…
Ho invece trovato di troppo la presenza continua di Lei ed i continui pensieri ossessivi di Lorenzo nei confronti di un amore mai vissuto veramente, solo pensato, sfiorato ed infine perduto per sempre. Resta il fatto che è sempre e solo il pensiero di Lorenzo che conta. Di fatto una masturbazione mentale continua con un epilogo che francamente è degno del libro in sè. E non è un complimento.
P.S. Per Elena, ma vale per entrambi, vista la nostra abitudine nel regalarci l’un l’altro dei libri, di autori amati e conosciuti e talvolta il contrario. Non possiamo azzeccarla sempre, soprattutto quando ci buttiamo alla cieca, così come ho fatto io con Solo i treni hanno la strada segnata. E resto in attesa di sapere se ti è piaciuto o meno… 🙂