Premessa obbligatoria: L’amico Francesco vive con l’ingombrante presenza del ricordo di un amore ormai perduto di nome Silvia.
Dico ingombrante perchè di fatto limita il suo lasciarsi andare alla vita che scorre, tanto è vero che inviandomi questo disegno, che pubblico con il suo consenso, mi dice…
Visto che oggi il giorno, all’alba, è cominciato con il pensiero rivolto a Silvia, è continuato pensando a Silvia, ho visto bene di chiuderlo pensando a Silvia… E, nonostante fossi molto stanco, ho cercato tra i tanti disegni a lei dedicati e a lei lasciati qualcuno tra i pochi originali che avevo conservato per me.
Ho passato nello scanner quelli che, stasera, mi hanno più colpito nell’andarli a rivedere. Perciò te li invio, sicuramente perché mi fa piacere, forse perché sarà anche un gesto terapeutico.
Puoi anche diffonderli ai nostri amici che ormai conoscono il mio lato di disegnatore (sognatore) romantico…
Disegni che mi ricordano molto bene come Silvia era ai miei occhi, realizzati 7 anni fa…
Elettricità…quando tutto è finito.
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ti si può dire di tutto, 😉 ma rompipalle proprio no… 🙂
Sììì… Suonatissimo come una vuvuzela! (Ma un po’ meno rompi…)
se Maga Magò preferisce può mandare x mail il responso delle stelle che poi lo giro (dopo aver sbirciato) all’amico pazzo…. 😀 …pazzo per la vita, l’amore, il buon vivere, l’amicizia, ma pur sempre un pò suonato 😉
Ok, Grazie!
8 febbraio 1967 ore 00,10
Ho bisogno l’ora esatta per calcolare l’ascendente 🙂
Ben venga un oroscopo di Spugna!
Si tenga conto che mi considero orgogliosamente un vero Acquario! Nel bene e nel (molto) male… che poi con masochismo si trasforma in bene (per me e solo per me…)!
devi fargli l’oroscopo? …. è nato l’8 febbraio
Non mi ricordo più : in che giorno sei nato?
Sì, Spugna… È vero!
E, in effetti e Silvia a parte, molti segnali del mio carattere e del mio vivere mi indicano proprio che non c’è possibilità di guarigione, per me!
Ci pensavo proprio ieri sera.
E, in effetti, sia per come posso interpretare il tuo pensiero, sia per quello che scrive Nancy, sia per quanto ha sempre affermato Pao, credo che possa trasformare certi aspetti del mio carattere in cose positive, in ogni aspetto della vita…
Grazie, Nancy!
Infatti è proprio così: una caratteristica del mio essere, non c’è dubbio.
Credo proprio che devo far tesoro del tuo consiglio!
Francesco, sei davvero malato….non guarire!!!!!!:-)
Dai Francesco questo struggimento con il quale convivi credo da sempre (non credo che sia solo x l’incontro con Silvia) e’ una tua naturale caretteristica. Utilizza questa vena, di vivere il surreale in qualche cosa di molto positivo nella tua vita… da vero protagonista!
Uffi…!!!
c’è ancora l’impossibile speranza di riveder, una volta almeno, comparire Silvia da lontano
Ci manca solo che la rivedi da lontano. Se capita, contatto l’ambasciatore e lo convinco a farti fare un TSO. 😀
Questo disegno, con le parole che lo accompagnano, appartiene a quelli che Silvia non ha mai visto.
L’ho realizzato quando non stavamo più assieme e quando ella già aveva cambiato lavoro; ovvero non lavorava più nel bar dove l’avevo conosciuta e che si affaccia sulla “nostra” piazza.
Un luogo, questo, dalla discutibile architettura e urbanistica; ma dall’indiscutibile fascino: già di suo, ché in si trova in un contesto particolare di Roma, alla sommità di Monte Mario e non a caso chiamato Belsìto; un posto ora in parte molto edificato con palazzine e villini residenziali e non ancora periferia, in parte occupato dal Parco Regionale di Monte Mario, ma che fino alla Seconda Guerra Mondiale vedeva solo grandi e sontuose ville, vigne, una osteria ed era mèta delle gite “fuoriporta” dei romani.
È ancor più affascinante, poi, perché teatro dei miei incontri con Silvia; nonché testimone del mio corteggiarla, del mio dichiarmi, del nostro primo vero bacio.
* * *
Quando un amore molto intenso arriva alla fine, soprattutto se questa viene dichiarata unilateralmente, inevitabilmente il luogo che maggiormente ricorda quel sentimento acquista valore affettivo particolare. Di odio e di amore.
Io ho passato albe, mattine, ore seduto in quella piazza a fissare il niente e a scavare nei ricordi, nelle voci, nei profumi, nei baci, nelle carezze. Per molto tempo ho visto, quasi ogni giorno, alzarsi il sole seduto come un fantasma in quella piazza, pensando a Silvia. Inconsciamente: sperando che ella apparisse, mi arrivasse dinanzi e… Ricominciasse tutto, di nuovo, come prima.
* * *
Tutto ciò, come forse si nota in questo disegno, ha acquistato un valore poetico; anche i dettagli come le architetture, i pini, le ombre, le prime voci di chi apriva gli esercizi commerciali, le prime automobili a passare che era ancor notte, i netturbini…
Poi per lungo tempo l’odio ha sopraffatto la malinconia e non ho più frequentato quel posto per qualche anno.
Ora ci passo spessissimo, ma di rado mi ci fermo o ci vado a passeggiare.
Però: quando lo faccio è una bella esperienza, perché ritrovo ricordi e sensazioni ora avvolti da più serenità e accettazione.
Ma: sotto, sotto, molto sotto c’è ancora l’impossibile speranza di riveder, una volta almeno, comparire Silvia da lontano… Come quando l’aspettavo prima che ella cominciasse il suo turno al lavoro…
Forse solo per ritornar indietro nel tempo e riconquistare il tempo ormai andato: ancestrale sogno impossibile dell’Uomo.