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Milano, via Padova, due punti di vista contrapposti…

Non abito più a Milano da parecchi anni, tuttavia lavoro sempre qui ovvero a meno di 1 chilometro da via Padova. Abitano qua amici, parenti, conoscenti. Che mi raccontano una realtà diversa da quella vista dal Sindaco e tanto più da coloro che scambiano la protesta per i comportamenti incivili per razzismo, la sottomissione della nostra cultura rispetto a quella altrui per integrazione, la cultura multirazziale per l’impossibilità a dissentire.

Prima di leggere questo articolo, stavo ascoltando mia madre che mi raccontava di un paio di risse con accoltellamento avvenute sabato notte nelle vicinanze ovvero a meno di 800 metri da via Padova. Dapprima un compleanno di cinesi che sembra essere degenerato e poi una rissa fra sudamericani con coltelli che sbucano fuori. Dopo una notte passata in bianco dopo urla e schiamazzi, dopo il viavai di ambulanze e polizia, come ricordo delle grosse macchie di sangue sul marciapiede. Ma, a quanto pare, si tratta di una situazione ormai abituale nel fine settimana.

Divertente il fatto che di queste risse abituali non si leggano sui giornali. Appunto, abituali, nella norma, non fanno notizia, a meno che ci scappi il morto. Però in cambio ho trovato notizia di una rissa alla Pupa ed il Secchione.

Da quando sono successi gli scontri in via Padova, peraltro causati non dal razzismo degli italiani, ma a seguito di un’aggressione fra stranieri, la zona è stata militarizzata per alcuni e finalmente controllata per altri.

Io so che non mi danno fastidio i posti di blocco dei carabinieri in via Padova, le pattuglie della polizia finalmente presenti anche nelle vie traverse, ed i controlli effettuati dalla G.d.F. nella nostra zona, limitrofa a Via Padova. Ho visto finalmente auto con strani personaggi (italiani o stranieri è indifferente) fermati e controllati dalle Forze dell’Ordine.

Il problema c’è, anche se certi picchi di tensione si sono abbassati. E la presenza delle FdO sul territorio aiuta, ma non risolve.

P.S. Al Sindaco direi di non passeggiare con tutto il suo seguito, visitando la pasticceria o incontrando il parroco, ma di fare due passi anche nelle vie traverse nella zona del ponte; se riesce a fare 100 metri senza dover trattenere il fiato per l’odore di urina onnipresente, se i gruppi di nordafricani che bloccano i marciapiedi le danno strada senza guardarla male, se i sudamericani che arrivano in gruppo non le creano strane sensazioni (vedi alla voce Bande modello Los Angeles), se nessun africano o cinese sputa sul marciapiede ogni mezzo metro, se tutto questo non accade allora, si, la situazione forse sta migliorando….

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In via Padova “la fase due” è partita, ma non si direbbe. I messaggi che arrivano dall’amministrazione comunale sembrano in contraddizione. Vediamo perché. Partiamo da ieri mattina. Letizia Moratti fa un giro nel quartiere dove lo scorso 13 febbraio è scoppiata una rivolta etnica.

Il sindaco va al Teatro Officina, fa un salto al Parco Trotter, incontra il parrocco della chiesa di San Giovanni Crisostomo don Piero, visita una galleria d’arte, compra dolci in una pasticceria napoletana, parla dei primi progetti concordati con le associazioni della zona nella periferia nord-est della città.

E, infine, annuncia: «Oggi è iniziata la fase due per via Padova. Il clima che ho trovato non era certo teso e don Piero mi ha chiesto un alleggerimento dal punto di vista della sicurezza, cioè una diminuzione delle forze dell’ordine presenti sul territorio». Peccato che in contemporanea con le parole del sindaco, il vicesindaco Riccardo faccia uscire un comunicato di tutt’altro tenore.

Nella nota il numero due di Palazzo Marino parla di un episodio di violenza accaduto sabato sera, una lite tra sudamericani proprio al Parco Trotter, con tanto di «coltelli volati». Non solo. Il vicesindaco riferisce anche di un incendio scoppiato in via Clitumno che ha distrutto un alloggio occupato da abusivi. La conclusione di De Corato: «L’episodio di violenza e l’incendio dimostrano che i controlli delle forze dell’ordine e della polizia locale sono necessari».

Fase due o no? La sperimentazione delle due ordinanze applicate in via Padova contro esercizi commerciali fuori controllo e alloggi a rischio scadrà il 31 luglio. La proroga o meno delle ordinanze sarà già una risposta. Per ora la Moratti si limita a dire: «Il bilancio delle ordinanze è positivo. Le multe non sono state tantissime. Questo significa che solo l’effetto annuncio ha consentito di avere più sicurezza». Ma il sindaco punta anche sui progetti con le associazioni per rivitalizzare via Padova.

Non a caso ieri la Moratti si è portata dietro il direttore del Piccolo Teatro Sergio Escobar, pronto a organizzare un’iniziativa con il Teatro Officina. L’ex piscina nel Parco Trotter, invece, potrebbero essere trasformata in campi sportivi e spazio per spettacoli. Ma si è registrata una certa tensione tra l’assessore alle Politiche sociali Marioli Moioli, che accompagnava il sindaco, e gli Amici del Parco Trotter. Quanto al campo di calcio della parrocchia di San Giovanni Crisostomo, la Moratti assicura che presto arriveranno i fondi per rimetterlo a posto.

Fonte: http://ilgiorno.ilsole24ore.com

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Questa voce è stata pubblicata il 25 Maggio 2010 da in Milano & Lombardia, Pensieri, parole, idee ed opinioni, Persone & Società con tag , , , .