di Steve Berry
Ediz. TEA – Pagg. 392 – € 8,90
Trama: Ekaterinburg, 16 luglio 1918. Sono trascorsi alcuni mesi da quando i bolscevichi hanno preso il potere. È notte e l’Armata Bianca sta avanzando verso la città in cui Nicola II e la sua famiglia sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Lo zar confida ancora nella salvezza. Invece i Romanov vengono freddamente giustiziati. Mosca, oggi. Il popolo russo ha deciso: dopo la caduta del comunismo e una serie di governi deboli, la monarchia sarà ristabilita e una commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola II.
E Miles Lord, un avvocato di Atlanta profondo conoscitore della cultura russa, è stato mandato a Mosca proprio per sostenere la rivendicazione al trono di uno di essi. Tuttavia Miles non può immaginare che le sue ricerche d’archivio potrebbero cambiare il destino della Russia… né di essere diventato il bersaglio di un gruppo di criminali, determinato a manipolare la scelta del nuovo sovrano. L’unica possibilità di salvezza per Miles è trovare il vero successore dello zar.
Ma, per riuscirci, dovrà seguire messaggi enigmatici e indizi criptici, e ricostruire la tragica fine della famiglia imperiale russa, perché, forse, quella terribile notte di luglio, non tutte le tracce del sangue Romanov si sono disperse per sempre…
Letto da: Paolo
Opinione: Non è il primo libro che leggo di Berry e, proprio per questo, non esito a definire questo romanzo deludente. La storia su cui si basa il tutto, avrebbe potuto essere plausibile se, per contro, il romanzo avesse una struttura credibile, cosa che non è.
In genere non entro nello specifico per non rovinare la lettura a nessuno, ma credo sia il caso di spiegare a grandi linee i motivi che mi portano a questa stroncatura.
Il personaggio principale, Miles Lord, è quanto meno un ingenuo, cosa questa poco credibile in un avvocato di un grosso studio americano, alle prese poi con una vicenda storica e politica che richiede solo menti eccelse. Altrettanto poco credibile è lo svolgersi della vicenda con una serie di tentati omicidi (killer incapaci a dir poco…) nei confronti di Miles, che peraltro sarebbero stati evitabili dall’inizio, rispedendo l’avvocato in patria, con un pretesto plausibile.
Tutta una serie di situazioni rendono poi poco credibile le vicende in generale… un’organizzazione criminale, politica, con ramificazioni ovunque che riesce a farsi scappare sotto il naso una coppia improbabile come quella dell’avvocato nero e l’acrobata bionda, salvo poi ripescarli in un batter d’occhio con la complicità del consolato russo, e via dicendo… e tutto si svolge sotto al naso del brillante avvocato, che non si accorge mai di nulla, salvo riuscire a sventare la minaccia all’ultimo momento…
La recensione ho inziato a scriverla durante la lettura, usandola come valvola di sfogo per l’ìrritazione crescente causata dalla lettura; difficile pensare in un cambiamento di rotta che rendesse accettabile questo libro, ma francamente è persino peggiorato nella parte finale dove il buon avvocato non ha capito nulla se non quando ha visto i killer entrare nuovamente in casa ed il suo fidato collega impugnare una pistola.
Un libro può piacere o meno, le opinioni sono sempre personali, ma in questo caso penso di poter affermare che leggere questo romanzo è autolesionismo allo stato puro.
gRAZIE 🙂
te lo regalo 😉
Ho iniziato a leggerlo ieri e devo dire che mi piace 🙂
mio padre 🙂
mia padre? mio madre? chi cazzarola viene a prenderlo?
meglio tua madre che è parecchio che non la vedo, Santa donna….
puoi anche prestarlo a qualcuno a cui vuoi male.. ;-)…
Tienilo in ufficio, alla prima mando mia padre.
Grazie. Poi te lo rimando 🙂
allora passa di qua o manda tuo padre, che glielo do… inutile BUTTARE via dei soldi 😉
Vorrei correre il rischio di leggerlo . Se non altro per il soggetto 🙂