Da Francesco, un mix di ironia, irrazionalità e poesia automobilistica.
In questi giorni mi sono accorto, con grande sorpresa, che nel mese di agosto sono state rimosse (o, in qualche caso, forse spostate dal legittimo proprietario) alcune delle storiche automobili evidentemente abbandonate e da anni parcheggiate nei pressi di casa mia.
Ovvio, non posso che dire: finalmente! Anche perché così si sono liberati alcuni posti perennemente occupati. Ma una parte irrazionale del mio carattere mi fa anche essere un po’ triste al cospetto di presenze ormai divenute quasi affettuose che ora non ci sono più.
Per esempio, mi è un po’ dispiaciuto non vedere più la Daimler Sovereign del 1991 color verde inglese che era posteggiata allo stesso posto, immobile dal 2002 almeno (anno in cui l’ho scoperta e ne ho monitorato la silente presenza) perfettamente conservata, ma ormai coperta da uno strato di polvere che ne rendeva difficoltoso individuarne il colore e sbirciarne l’interno dai vetri. Insomma: la sua presenza era divenuta un punto fermo, come fosse parte dell’arredo urbano…
Rimossa anche una Smart bianco panna del 1998, uno dei primi modelli, ferma da almeno tre anni nello stesso posto. Dispiace un poco, perché non è facile vedere in giro una Smart prima serie, con i fari anteriori a goccia, ormai quasi scomparse. Nel posto che occupava, sull’asfalto è rimasta una macchia scura che ne ricalca la sagoma…
Un poco dispiace anche la scomparsa di una delle tre Nissan Micra grigio metallizzato da circa due anni posteggiate in fila, una dietro l’altra, quasi a creare una combinazione fatta apposta. Adesso ne sono rimaste solo due, con un buco in mezzo a queste che spezza quell’armonia mono-cromatica…
In effetti, lasciando da parte ironia e qualsiasi senso di poetico romanticismo nei confronti di silenziose automobili abbandonate che per me diventano una sorta di oggetto con una propria vita e attorno al quale immaginare chissà quali e quante storie, la questione delle automobili in abbandono lungo le strade di Roma è un problema alle ampie proporzioni e causa di non pochi impicci.
Perché diventano ricettacolo di sporcizia, assumono funzione di improvvisato ricovero per senza tetto, impediscono adeguata pulizia delle strade, interrompono la naturale rotazione di posteggi di fatto riducendoli di numero…
E che il fenomeno abbia notevoli dimensioni in termini numerici ne ho avuto conferma, anche, da una inchiesta letta proprio lo scorso agosto sulle pagine della Cronaca di Roma del quotidiano “la Repubblica”.
Le automobili abbandonate che vengono rimosse ogni anno rientrano nell’ordine di migliaia per ognuno dei 20 Municipi romani.
Fra l’altro, numeri e statistiche propongono un quadro inaspettato: i Municipi che detengono il numero più alto di automobili abbandonate e rimosse sono quelli che interessano le aree centrali di Roma. Fenomeno, però, facile a spiegarsi: sono gli stessi quartieri dove c’è più “fame” di parcheggi; circostanza, questa, che spinge maggiormente i cittadini-automobilisti in costante cerca di parcheggi a notare automobili ferme da anni e a sollecitarne la loro rimozione da parte della Polizia Municipale.
Ciò fa capire che il fenomeno è assai più ampio di quanto i numeri dicono: nelle periferie giacciono, evidentemente, per molto più tempo automobili in abbandono prima che vengano rimosse.
Io fantastico molto attorno alle automobili abbandonate: mi immagino persone che han perso memoria; oppure che han cambiato vita volando ai Caraibi e lasciando abbandonata ogni traccia della propria “prima esistenza”; nobili decaduti che con masochismo godono alle vista della propria elegante berlina che, non potendola più mantenere, segna il tempo del proprio decadere posteggiata sotto casa…
Razionalmente, però: perché si abbandonano le automobili?
Non si riesce più a mantenerla economicamente? Meglio portarla a demolire, pagando quei 90 euro di tassa piuttosto che vedersi arrivare, prima o poi, gli arretrati della tassa di possesso da pagare; oppure, peggio, che un motociclista la notte ci sbatta contro e si scopra che il veicolo non è più coperto da assicurazione, con tutto quel che ne segue…
Il proprietario muore e gli eredi se ne fregano? Idem come sopra…
Non trovando risposte razionali, preferisco volar di fantasia!
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In effetti, l’unica ragione razionale si può trovare nei furti. Automobili rubate da qualcuno cui serve una automobile per tornare a casa, per passare la serata, per solo poche ore e poi l’abbandona dove capita.
Vero che Roma è immensa; però: possibile che per ritrovare una auto rubata e abbandonata occorrano anni?