di Susanna Gregory
Ediz. TEA – Pagg. 358 – € 8,60
Trama: Docente di medicina a Michaelhouse – nell’Università di Cambridge – Matthew Bartholomew è un uomo solitario e orgoglioso, stimato dai poveri – che cura gratuitamente – e malvisto invece dai colleghi anche per i suoi metodi poco ortodossi, appresi da un erudito arabo a Parigi.
Ma l’Inghilterra del 1348 non può permettersi d’indulgere in bisticci accademici: la peste sta sconvolgendo l’Europa e gli abitanti di Cambridge vivono nel terrore che quel flagello stia per abbattersi anche su di loro. Inoltre la tranquillità di Michaelhouse è stata di recente turbata da un tragico avvenimento: l’improvvisa e incomprensibile morte del rettore, una morte su cui i notabili dell’università non vogliono svolgere nessuna inchiesta.
Quando però altri tre professori muoiono in circostanze misteriose, Bartholomew decide di scoprire da solo la verità, senza sapere che le sue indagini lo porteranno a rivelare una complessa trama di bugie e d’intrighi che metteranno in dubbio l’innocenza dei suoi amici più cari e persino dei membri della sua famiglia…
Letto da: Paolo
Opinione: Mi è piaciuto, ma ritengo che tagliando una trentina di pagine, nella parte centrale (peste) sarebbe stato più godibile; l’intrigo è abbastanza complicato e si fa una certa fatica a capire il tutto, anche perchè non è stato spiegato al meglio, dal punto di vista storico, il legame fra ostelli, college ed università. Anche una nota storica al termine del libro sarebbe stata utile.
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