Sembra fatto apposta, dopo i recenti post circa il recente ricovero di mio padre prima, e successivamente sui tagli in ambito sanitario ed assistenziale, ma oggi ho ricevuto una mail da parte di un’amica che racconta un disagio tangibile per il cittadino e che è possibile riscontare in molti pronto Soccorso degli ospedali.
Siamo abituati a vedere a Striscia servizi realizzati nelle corsie di ospedali del Sud, ma il problema è trasversale.
Si parla spesso di strutture inadeguate, ma in questo caso non è così, come racconta l’amica: la struttura è buona, un polo universitario, i medici sono veramente bravi e professionali e lavorano come dei dannati.. Il problema è la condizione in cui vengono messi a lavorare nel Pronto soccorso.
L’amica prosegue con il suo sfogo: Sono sotto choc, mia madre ha passato 25 ore al Pronto Soccorso del Sacco prima di essere ricoverata. Dei medici nulla da dire, bravissimi, competenti giravano con le occhiaie ai piedi.
Ma la situazione è paradossale: mentre ero lì ho visto per almeno tre ore (poi sono andata via ed erano ancora lì) il personale di un’ambulanza aspettare che si liberasse la loro lettiga. L’ospedale non aveva una barella per trasferire il paziente. Gente utile per strada obbligata ad aspettare girando i pollici.
Non posso dire nulla dell’ospedale è veramente d’eccellenza, vedo come stanno indagando su mia madre, ma è la situazione del Pronto Soccorso che è folle. La settimana scorsa abbiamo portato mia madre due volte al Fatebenefratelli e l’hanno respinta, non stava in piedi non mangiava, stava male e l’hanno respinta, ed ora fra un pò ci lascia le penne, ancora non sono in grado di dire nulla.
L’hanno ricoverata 25 ore dopo l’accettazione, ha passato la notte senza mangiare nei corridoi, ora è disidratata e confusa, ma devo dire che nei reparti le stanno molto dietro. 200 persone al pronto soccorso, extracomunitari senza permesso e gente che si rivolge all’ospedale perché il medico di base non prescrive più nulla perché gli hanno legato le mani.
Queste sono le conseguenze dei tagli sulla sanità. Per pagare dobbiamo esserci sempre, poi però ti lasciano morire alle porte di un ospedale.
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Questo articolo purtroppo denuncia una triste realtà: i tagli che il ministro Tremonti ha perpetrato alla sanità (e non solo alla sanità a dire il vero, ma un po’ dappertutto) hanno legato le mani ai medici e hanno messo nella disperazione tanti malati che non sanno più cosa fare. Basta vedere quello che è successo ai malati di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) che, privati di quella assistenza di cui hanno assolutamente bisogno, sono arrivati perfino a fare lo sciopero della fame.
E’ una situazione veramente insostenibile che non è degna di un paese che si dichiara civile come l’Italia. Se dei tagli si devono proprio fare si facciano dove si POSSONO fare…. e non si tolga a chi già non ha o a chi è stato duramente colpito dalla vita. Questo è VERGOGNOSO E INACCETTABILE !!!
Oggi ho portato mia madre in ospedale per un eco. C’era il primario, una persona squisita e gentile.
Una signora (funzionario comunale) era in sala d’aspetto ed ha detto che ieri a suo padre non hanno potuto fare la tac perché c’erano in radiologia 15 marocchini (hanno fatto venire qui a Civitavecchia in una caserma abbandonata circa 700 libici).
Lei ha detto che ha alzato la voce, si è inquietata. Io le ho risposto che è stata una signora perché io avrei preso le sedie e gliele avrei tirate, anche davanti ai poliziotti, avrei chiamato anche i giornalisti per riportare ste’ indecenze, io pago le tasse e tu dai precedenza a tutta sta’ feccia, ma non scherziamo!