Era ora che qualcuno sollevasse il problema dei cartelli impossibili da decifrare al volo.
Ne avevo parlato tempo fa e pur non essendo un habituè della multa, resta il fatto che molti dei cartelli che delimitano le ZTL sono indecifrabili. Mi immagino poi di sera e/o se piove….
Naturalmente la mia solidarietà va solo a quelli che trasgrediscono in buona fede.
P.S. Non dimentichiamoci poi i cartelli inattivi, ma non coperti.
La colonna dei divieti s’innalza subito dietro una curva «a gomito», dove via Piermarini porta a largo Volontari del sangue. Dall’alto: la Zona a traffico limitato serale (ore 22-6), lo stop ai veicoli non autorizzati, il blocco per i camion, le regole del carico e scarico merci nei giorni feriali e festivi (con tanto di disegni stilizzati) e in fondo, ma a sorvegliare su tutto, le telecamere. Un metro dopo, ecco un’altra tabella da interpretare: zona 30.
Bisogna fermarsi, o rallentare, dipende dall’orario, è chiaro? No.
Per un motociclista è «impossibile», in uno «spazio temporale brevissimo», decifrare questi «equivoci» cartelli e «quanto in essi è riportato». Impossibile. L’ha sostenuto l’avvocato, il Comune non si è difeso in udienza e il giudice di pace ha accolto il ricorso: la multa da 88 euro è stata annullata. Ma ora è la Zona a traffico limitato all’Arco della Pace a finire sotto accusa. Quanti milanesi stangati, adesso, faranno ricorso?
L’«isola antitraffico» serale invocata dai residenti, contestata dai gestori dei locali notturni e alla fine concessa da Palazzo Marino è nata per arginare il «caos» della movida. Ne ha prodotto un altro. Legale.
La segnaletica verticale consente «una corretta ed immediata intellegibilità e visibilità del divieto»? E risulta sufficientemente «chiaro e visibile al conducente», come stabilito da altre sentenze, «in modo da consentirgli una rapida e non equivoca percezione dell’indicazione?».
Il giudice di pace Elisabetta Dopudi, accogliendo il ricorso alla sanzione, ha sostenuto il contrario. La colonna dei divieti è un enigma. I trasgressori (in buona fede) non sono colpevoli: ma vittime.