Il troppo stroppia. E questo vale anche per i furbetti che girano per la propria città con la targa straniera per eludere le multe: c’è stata gente che ha accumulato una quantità davvero industriale di infrazioni (soprattutto davanti alle telecamere della zona a traffico limitato), attirando più di un sospetto e inducendo le forze dell’ordine a indagare.
In particolare, si è mossa la Polizia municipale di Verona, che di fronte ai numeri sconcertanti che leggete nei comunicati qui sotto, ha avviato accertamenti stanando un po’ di concittadini.
Per anni il giochino ha retto proprio perché si sa che, in assenza di controlli alle frontiere, l’unico modo per accertare la permanenza continuativa di un veicolo in territorio italiano (cosa che fa scattare l’obbligo di immatricolarlo con targa italiana) è aprire una vera indagine, cosa che non viene fatta per una semplice multa. Ma, appunto, il troppo stroppia e il fenomeno è diventato troppo grande perché si continuasse a non intervenire.
Si spera che non si siano svegliati solo a Verona, dove il problema è più grosso (la città ha forti collegamenti con l’estero e non è un caso se il caso che vi ho mostrato io nel post dell’altro giorno si riferisse proprio a questa città), il comandante Luigi Altamura è sensibile al problema e ha bravi collaboratori. Ce ne sarebbe bisogno un po’ ovunque.
Facciamo il caso di Milano, dove solo il tragico incidente del tram contro l’autobus ha scoperchiato il pentolone dei mezzi con targa straniera che accumulano centinaia di multe ciascuno assicurando l’impunità al conducente.
In quel caso, la Porsche Cayenne con targa svizzera che provoco il sinistro era guidata effettivamente da uno svizzero, che però zigzagava tra la corsia riservata e quella normale perché aveva già fatto centinaia di invasioni del genere e anche quando veniva beccato da una telecamera poi si faceva beffe del verbale.
Se solo i vigili di Milano avessero trasmesso alla Polizia di frontiera di Ponte Chiasso una lista di trasgressori incalliti…
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