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Un ricordo di Roberto Morrione

Ho letto la notizia della scomparsa di Morrione, ma solo leggendo le parole di Caprino ho conosciuto l’uomo come il professionista. Credo che l’informazione (tv o stampa, non importa) abbia bisogno di giornalisti di qualità e di carattere, pronti a non piegarsi, ad esempio, alla telefonata del potente di turno, sia esso un politico come il dirigente di un’importante industria.

La vicenda della Lancia Dedra citata da Caprino l’ho seguita da consumatore attento, passo dopo passo, a suo tempo. E’ bello sapere che un cronista abbia potuto muoversi a briglia sciolta grazie al suo direttore mi parlava dl suo direttore, Morrione, che lo incitava ad andare avanti, che aveva probabilmente ricevuto anche lui telefonate da Torino... E nonostante questo tirare avanti per la propria strada.

L’etica non la compri al mercato…

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Ecco un ricordo di Roberto Morrione da parte di Maurizio Caprino.

Io non so che cosa potremo leggere tra poche ore sui giornali in ricordo di Roberto Morrione. Immagino che i colleghi più orientati a sinistra scriveranno di un grande direttore, infaticabile, rigoroso e coraggioso; sulle testate più orientate a destra magari troveremo qualche fredda riga presa pari pari dalle agenzie.

Poco fa, invece, i “suoi” ragazzi di Rainews 24 gli hanno dedicato uno spazio ritirando fuori una vicenda indicativa del suo coraggio: le inchieste che spinse a fare su certi retroscena che legavano Gladio, la P2, la Cia e l’assassinio del premier svedese Olof Palme. Roba andata in onda nel 1990 sul Tg1, di cui Morrione era vicedirettore e dal quale fu prontamente rimosso.

Forse tra qualche ora ci verranno ricordate altre vicende delicate di cui lui si era occupato. Ma saranno sempre cose da massimi sistemi: mafia, servizi segreti…

Io Morrione non l’ho mai conosciuto di persona e non voglio entrare in cose del genere, tanto più che ci sono di mezzo la politica e altri poteri che influenzano le nomine dei direttori di giornale. Ma desidero ricordare Morrione almeno sotto qualche aspetto, perché ho affrontato un’altra vicenda delicata (quella delle Lancia Dedra “cancerogene”) assieme a uno dei “suoi”.

E ho potuto apprezzare la libertà, la fiducia e la copertura che questo direttore dava al suo cronista impegnato con me nell’inchiesta. Le ho apprezzate tanto anche perché non posso dire che in quelli stessi giorni il mio direttore dell’epoca si stesse comportando con me allo stesso modo.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 Maggio 2011 da in Lo spazio dei ricordi con tag , , , .