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Seggiolini: gli italiani sanno che ci vogliono ma…

di Maurizio Caprino

Allora lo sanno!

Se gli italiani non proteggono i loro figli con i seggiolini, non è perché non conoscano le regole: l’ultima ricerca commissionata dalla compagnia assicurativa Linear (clicca QUI per leggere la sintesi) pare mostrare che gli adulti siano in buona parte consapevoli dell’obbligo e del fatto che esso si prolunga fino ai 12 anni o fino a quando il ragazzino non raggiunge il metro e mezzo di altezza.

Poi però, come vediamo ogni giorno, se ne fregano. Tanto che le note del Tcs (Touring club svizzero) sulle modalità di montaggio mi fanno tenerezza, con quella loro precisione nel sottolineare le carenze incontrate sui singoli modelli di vettura.

Forse anche per colpa della difficoltà di montare il seggiolino e il tempo e la fatica spesso necessari ad allacciarvi i figli. Cose emerse anche dall’ultimo test del Tcs, dalle cui pieghe vi segnalo due cose:

1. il buon risultato ottenuto dal modello che fa sedere contromarcia anche i bimbi fino a 18 chili, a dimostrazione che fino ai quattro anni hanno il fisico ancora deboluccio per resistere bene a un incidente stando seduti frontemarcia come gli adulti;

2.  la difficoltà o impossibilità di sistemare tre seggiolini buoni (e quindi ingombranti in larghezza perché hanno protezioni laterali spesse) sul sedile posteriore anche su vetture grandi fatte apposta per le famiglie (certo, oggigiorno è difficile che qualcuno faccia ben tre figli, ma può sempre capitare di doverli trasportare assieme ai loro amichetti e la responsabilità in caso d’incidente è sempre del conducente).

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Questa voce è stata pubblicata il 26 Maggio 2011 da in Il mondo dell'automobile (e non solo), Leggo & Pubblico, Sicurezza stradale con tag , , , .