Un paio di settimane fa leggevo che l’80% degli italiani non andrà in vacanza, tuttavia come dicevo anche quest’anno ho trovato le solite prese di posizione degli albergatori, perlomeno in certe zone del Belpaese, con la richiesta di un soggiorno minimo di una settimana; considerando la crisi con l’80% in meno di turisti, non solo dovrebbero esserci le strutture alberghiere deserte, ma addirittura dovrebbero scannarsi pur di catturare il cliente.
Tra venerdì e sabato le autostrade erano intasate a quanto facevano vedere in tv (a meno che siano immagini di repertorio, viste le solite repliche che passano in tv), tuttavia se la maggior parte resta a casa, di chi sono quelle auto in colonna?
Oggi leggo che la stima si è ridotta al 60%, infatti su Lettera 43 scrivono delle stime del Censis: Addio, o arrivederci, vacanze per sei italiani su 10, che con la crisi hanno deciso di restare a casa o di rinviare le vacanze a ottobre. È quanto emerge da un’indagine realizzata dal Censis e da Confcommercio, che ha analizzato i comportamenti delle famiglie alla vigilia dell’esodo agostano.
Se non sono andati in vacanza, i milanesi dove sono finiti?
Arrivando dalla provincia ovest, sono parecchi giorni che noto una pesante riduzione del traffico sulle strade; normalmente uscendo dall’ufficio alle 17 arrivo a casa tra le 18.15 e le 18.40, a seconda delle variabili del traffico. Ultimamente arrivo alle 18.05-18.15 max., ma succede anche se esco alle 17.10. Esco dopo, arrivo prima.
Su un percorso di 31 km. che equivale all’attraversamento di Milano a cui aggiungere poi una ventina di km. di Statale, si può pensare che il recupero sia tutto sulla Statale ed invece è il contrario. Normalmente arrivo dalle parti di Piazzale Lugano alle 17.30-17.40, ma in questi giorni alle 17.20-17.25 sono già lì…a velocità da Codice, beninteso 😉
Non che Milano sia deserta come poteva accadere alcuni anni fa, tuttavia non mi sembra che siano andati in pochi…
Voglio vedere cosa troverò in giro dal 6 agosto in poi. Il 60% in meno dovrebbe garantire un soggiorno tranquillo, spiagge poco affollate e via dicendo…
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Leggo su Lettera 43 un articolo che racconta le mie stesse perplessità circa il numero degli italiani in vacanza:
Secondo l’Adoc, a fare le valigie è solo un italiano su cinque.
Per il ministro Brambilla, al contrario, si tratta di 26 milioni d’individui, tra luglio e settembre.
Che scendono a 24 milioni, ma tra giugno e settembre, per Censis-Confcommercio.
A chi credere? Difficile rispondere.
Da un lato perché le previsioni catastrofiche di Adoc non sono supportate da una adeguata metodologia: questionari ripetibili all’infinito, un campione di riferimento scarsamente rappresentativo della cittadinanza e la categorizzazione sotto il termine ‘vacanza’ di un semplice pernottamento fuori dalle mura domestiche lasciano, infatti, più di un dubbio.
Dall’altro perché quelle rosee del ministero del Turismo non sembrano più semplicemente cogliere la realtà dei fine settimana a bollino nero e strade deserte, oltre che la percezione diffusa che con la crisi siano in tanti a tirare la cinghia.
E a destare qualche sospetto è anche la dimenticanza, da parte del ministro Brambilla, di dare la sua versione sul dato Censis che vede la finestra vacanziera ridursi per il 22% degli interpellati.