di Bernard Cornwell
Ediz. Tea – Pagg. 447 – € 8,90
Trama: Può, chi nasce sotto una cattiva stella, sfidare la sorte e vincere? Può, un solo uomo, tener testa a un intero esercito e cambiare l’esito di una guerra? Quella di Azincourt è una delle battaglie più famose della storia, teatro di uno scontro disperato tra l’esercito inglese e quello francese. Era il 25 ottobre 1415.
Per gli inglesi rappresentò una straordinaria vittoria, che assunse dimensioni epiche molto prima che Shakespeare la immortalasse nel suo Enrico V… Nicholas Hook è un arciere inglese di umili origini che, per salvarsi da una condanna a morte, parte come mercenario per difendere Soissons, la città in mano al duca di Borgogna.
Le informazioni che riporta in patria sulle atrocità dell’assedio, unite alla sua abilità nel combattere, gli fanno guadagnare credito presso re Enrico V, che lo vuole con sé nella campagna diretta alla conquista della corona francese. Là, sulla piana di Azincourt, i nemici, in netta superiorità numerica, verranno sconfitti in una battaglia nella quale Hook avrà un ruolo cruciale.
Letto da: Paolo
Opinione personale: Cornwell è il maestro del genere ed in questo romanzo non si smentisce, riuscendo ad incastrare perfettamente nel contesto storico le poche licenze romanzesche, utili a rendere più fluida ed interessante la lettura; tramite gli occhi dell’arciere Nicholas Hook riviviamo la battaglia di Azincourt che fu una grande sconfitta (tattica) dei francesi prima di essere la schiacciante vittoria inglese che è stata.
Vero che 6000 uomini stanchi ed affamati ne hanno battuti 30.000, in pieno assetto da guerra, ma vero anche che la mancanza di un vero capo nell’esercito francese ha impedito di prendere le decisioni al momento giusto. E sono errori che si pagano.
La lettura di questo romanzo, non è consigliata a tutti; la guerra è brutale, sanguinosa, senza pietà ai giorni nostri, immaginatevi come potesse essere nel 1415, con migliaia di uomini che si scontravano con alabarde ed asce.
La descrizione fatta da Cornwell non fa sconti a nessuno, rende perfettamente l’idea, ed è molto precisa anche nello spiegare l’approccio alla guerra dei singoli, che fossero nobili che spesso si arricchivano con leguerre (oppure il contrario in caso di cattura) e dei normali soldati i quali erano realmente costretti ad essere brutali per sopravvivere.
Tutto gira intorno alla figura di Hook che di fatto rappresente uno dei migliori arcieri del tempo, realmente esistito e,così come accadde in altre battaglie, gli arcieri furono l’arma in più dell’esercito inglese in quegli anni.