Nelle polemiche che ogni tanto per vari motivi si riaccendono sulle rotatorie, è difficile sentirne qualcuna che consideri le difficoltà che in qualche caso possono creare ai ciclisti.
Ne ha parlato ieri un articolo che mi segnala Francesco Matera. Il testo accenna anche ai pedoni, ma solo vagamente.
E allora evidenziamolo, il problema: chi va a piedi si trova spesso ad attraversare non sulle strisce che generalmente si trovano prima di arrivare alla rotatoria, ma all’interno della rotonda, cosa pericolosa soprattutto se al centro ci sono fontane, monumenti o altri arredi urbani che limitano la visibilità (a volte lo si fa anche per far rallentare, ma insomma…).
Si può attraversare in questo modo per la pigrizia di non fare il giro, per distrazione, perché fa troppo caldo, perché non c’è un marciapiede, perché non si ha modo di capire che le strisce pedonali lasciate alle spalle erano le ultime utili, perché non si sa esattamente quale delle strade scegliere in uscita dalla rotatoria. O, più semplicemente, perché non si è ancora imparato ad avere a che fare con le rotonde.
Insomma, lo si può fare più o meno colpevolmente o anche avendo tutte le ragioni di questo mondo. Ma il risultato è lo stesso: un aumento del rischio potenziale.
Che, come al solito, può essere ridotto solo se tutti fanno la propria parte: guidatori prudenti, pedoni informati e controllori che controllano.
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Secondo me: di questo problema se ne scriveva poco tempo fa; cito un passaggio estrapolato da un post relativo ad un articolo di un giornale locale e che ho integrato da questo commento:
Le rotonde, non ultima quella citata dell’Onda Verde, sembrano fatte apposta per ostacolare i pedoni ed i ciclisti. Se poi aggiungiamo l’incapacità di molti automobilisti ad impegnare la rotonda nel giusto modo e l’arroganza di altri, abbiamo chiuso il cerchio. Resta il fatto che questa rotonda ha migliorato la viabilità dell’incrocio, ma fino ad un certo punto. Insomma, l’hanno fatta male.
… preso atto che pedoni e ciclisti sono lasciati alla pietà degli automobilisti che, in ogni caso, per farli passare si prendono dei rischi dato che pochi si aspettano che tu dia giustamente la precedenza al ciclista….
Quello che fa specie è come, fatta male una rotonda, se ne facciano altre identiche… imparare dai propri errori di progettazione? Forse ci vorrebbe l’umiltà (o la capacità?) per ricoscere che c’è stato un errore…