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Doping al geranio: il DMAA utilizzato in alcuni integratori è una simil-anfetamina

in sintesi un articolo di Paola Emilia Cicerone cheleggo su Il Fatto Alimentare

Innocuo estratto di fiori o bomba chimica?

Stiamo parlando della dimetilamilammina (DMAA), nota in Italia anche come metilesanamina, ma più spesso proposta negli integratori come Geranamine o Floradrene o con il nome latino di Pelargonium graveolens.

Questa  sostanza ha raggiunto una certa popolarità da quando viene aggiunta come tonico in prodotti alimentari e pillole per sportivi e culturisti. C’è chi sostiene che si sta diffondendo anche come “party pill”, ovvero come droga da discoteca.

Il DMMA viene presentato infatti come un estratto naturale contenuto nell’olio di geranio. Si tratta invece di un prodotto di sintesi, una simil-amfetamina con effetti stimolanti analoghi a quelli dell’efedrina, la cui vendita come integratore è oggi proibita.

Nella lista dei  possibili effetti collaterali del DMMA troviamo: emicrania, nausea, ipertensione, insonnia e in un caso perfino ictus. Da allora la dimetilamilammina è salita più volte alla ribalta delle cronache perché utilizzata da atleti professionisti.

In Italia questa sostanza è considerata dopante e come tale la legge ne vieta l’uso.

A peggiorare le cose, c’è il fatto che spesso il DMMA è venduto – su internet o attraverso canali che non offrono sufficienti garanzie di sicurezza – in combinazione con caffeina o altri principi attivi non meglio specificati, aumentandone i rischi per la salute.

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