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The Joy Formidable: il ruggito (molto) veloce dell’indie-rock

a cura di Francesco

Un mese fa sono finalmente riuscito ad avere “The Big Roar”, l’album di debutto dei gallesi The Joy Formidable pubblicato a fine febbraio del 2011, ma davvero difficile da trovare in CD, tanto che io ho dovuto ordinarlo due volte presso Feltrinelli e armarmi di pazienza prima di disporlo a beneficio di mani, occhi e, soprattutto, orecchie…

… In formato mp3, invece, è semplicissimo acquistarlo e scaricarlo da iTunes.

La band, formatasi nel 2007 e con già all’attivo un Ep di 4 tracce, è composta dalla biondissima Ritzy Bryan, voce foneticamente affascinante e ricca di sfumature dolci ed energiche assieme, presenza scenica di forte impatto e chitarrista di sorprendente bravura; da Rhydian Dafydd, eccellente basso che esprime il suono della band con autorevolezza e seconda voce molto seduttiva; e da Matt Thomas che con la propria batteria caratterizza e guida il ritmo dei Joy Formidable, donandogli notevole carica ed energia.

Ebbene: nonostante si tratti di 12 tracce veloci e molto potenti, cariche di energia tanto da potersi meritare l’etichetta di “noise-rock” (sebbene lo stile dei Joy Formidable sia difficile da catalogare), ho dovuto ascoltarle per molti giorni prima di afferrarne al meglio l’intensità, le caratteristiche, la notevole ricchezza di tutte le sfumature.

Insomma: non è un disco immediato né semplice e richiede attenzione e tempo per entravi dentro, capirlo e farlo proprio. Ma quando ciò avviene: la soddisfazione e il piacere sono immensi. Perché The Joy Formidable riescono davvero a interagire con l’ascoltatore penetrandone l’emotività attraverso il proprio suono gioioso.

La sensazione che matura dall’ascolto ragionato e intenso di “The Big Roar” è di euforia. Euforia molto rock, densa di ritmo e assai potente, ma anche stemperata da venature più pop e finanche dark, come nella traccia di apertura: la lunga e imponente “Everchanging Spectrum Of A Light”, dalle sonorità quasi scure eppur molto accattivanti e che a tratti amoreggiano con elettrizzante psichedelia.

Così come attraggono, quasi fossero una gioiosa calamita musicale, le sonorità rock maestose e allegre, inarrestabili e velocissime di brani come “Cradle”, “The Greatest Light Is The Greatest Shade”, “Austere” (questi tre già presenti nel precedente Ep), “The Magnifying Glass” e il singolo “I Don’t Want To See You Like This”.

Magnifico il brano “Llaw=Wall”, cantato da Rhydian Dafydd, dove un crescendo di tonalità porta l’ascoltatore da un inizio morbido, lento e calmo verso l’esplodere del finale in un ritmo vertiginoso di chitarra, basso e batteria.

Non mancano interessanti e lunghi momenti di solo musica, dove la batteria la fa da padrona pur non mancando assolo di chitarra, come nella traccia n. 6, “Whirring”, e neppure pezzi più calmi, dove il ritmo piacevolmente rallenta, come “Buoy” e “Maruyama”.

Insomma: il suono di questi tre energici musicisti gallesi è proprio una gioia formidabile per orecchie, mente e cuore!

Un assaggio significativo è il video del singolo “I Don’t Want To See You Like This

Un commento su “The Joy Formidable: il ruggito (molto) veloce dell’indie-rock

  1. Francesco
    9 novembre 2011
    Avatar di Francesco

    È sempre molto arduo affermare quale possa essere il pezzo preferito di un album che ci piace molto o, addirittura, dell’intera produzione artistica di una band che seguiamo.

    Volendo, comunque, indicare il brano preferito di questo interessante “The Big Roar” dei Joy Formidable credo proprio che sceglierei “Whirring”, sia dal punto di vista puramente musicale grazie soprattutto allo straordinario lungo finale solo strumentale in cui i tre musicisti gallesi mostrano gran talento, sia per il bel video:

I commenti sono chiusi.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 novembre 2011 da in Cultura - Arte - Musica con tag , , .