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Repower sbagliava l’approccio, ma poi…

Il post in origine si intitolava Anche Repower sbaglia approccio…

articolo aggiornato dopo la pubblicazione

2011 – Ieri in azienda suona il telefono e mi sento dire : Buongiorno, sono della Repower, siamo stati autorizzati dal Ministero dell’Energia a contattare gli utenti per verificare se conoscono i costi reali che trovano sulla bolletta di Luce & Gas…

Sul momento non ho fatto mente locale, abituato come sono a bloccare sul nascere qualsiasi telefonata in ambito energia o telefonia… il giovane è stato gentile, non insistente, e dopo due minuti abbiamo chiuso la telefonata.

Però…

Però visto che la Repower è, come scrivono sul loro sito:

….una società svizzera attiva nel settore energetico a livello internazionale e presente in tutta la filiera elettrica: dalla produzione alla vendita, passando per il trading, la trasmissione e la distribuzione. In Italia, è uno dei maggiori fornitori di energia elettrica e gas naturale al servizio delle piccole e medie imprese. 

… va da sè che la loro richiesta di chiarire i costi evidenziati in bolletta, tramite la visita di un loro consulente, altro non è che una garbata richiesta a distanza del tipo: Mi fa vedere la bolletta  per favore? 

Apprezzo la cortesia ed il fatto che non siano stati insistenti, però affermare che sono autorizzati dal Ministero, ecc… mi sembra una notevole forzatura dei fatti che, a ben vedere, secondo me si rivela un inganno nei confronti del consumatore meno attento.

Articoli correlati: Edison – Enel  –  Sorgenia Come difendersi

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2014: E’ necessario specificare che l’approccio di Repower è stato modificato ed ora le telefonate, sicuramente meno assillanti rispetto ai soliti noti (Eni & Sorgenia in primis), sono fatte con la giusta trasparenza e, in linea di massima, chi mi contatta accetta un Non mi interessa come risposta.

Maggio 2018: Oggi ricevo una telefonata da XY che chiama a nome di Repower e che vorrebbe venire a fare un’intervista; gli chiedo quale sia lo scopo dell’intervista e mi dice che è “per valutare la possibilità di offrire una consulenza energetica.”

Va da sè che gli dico che “In pratica lei mi vuole fare un’offerta per il cambio del fornitore dell’energia….”

Lui: “Si anche, ma solo se è interessato…”

(vorrei anche vedere che non ho potere decisionale in casa mia…)

Va bene, scatta l’autodifesa 😉 e gli dico che non ho tempo per fare interviste ed in ogni caso non ho intenzione di cambiare fornitore, per cui perderemmo tempo.

Capisce? Non capisce ed è di quelli che più parlano e più si scavano la fossa.

Aggiunge che “l’intervista è gratuita e…” e lo interrompo per dirgli che ci mancherebbe solo di dover pagare io per essere intervistato…

Annaspa, ma non molla, per cui cambio tono e gli dico che più lui insiste e più io mi irrigidisco.

Finalmente saluta e chiude la telefonata.

 

 

21 commenti su “Repower sbagliava l’approccio, ma poi…

  1. walter
    20 febbraio 2012

    io credo invece ke rendere edotti i consumatori su ciò ke realmente pagano nelle loro bollette nn può essere ke positivo visto ke la stragrande maggioranza di coloro ke vengono truffati da altre compagnie nn ci capiscono nnt di fatture e su questo fanno leva i commerciali disonesti… aldilà della proposta commerciale,avere una consulenza gratuita e veloce fatta da ki ci capisce più di un utente medio nn può fare ke bene all’ informazione…poi eventualmente dopo la consulenza si può cmq dire di no alla proposta commerciale… e lo dico da concorrente,repower nn é società da fare questo genere di bassezze come truffare cittadini inconsapevoli…

    • paoblog
      21 febbraio 2012

      Ho scritto di una truffa? Oppure di un’approccio sbagliato?

      Il commento non sta in piedi, perchè ben venga l’informazione obiettiva e precisa ai consumatori, ma la stessa deve allora avvenire tramite un’organizzazione realmente indipendente.

      Nel momento in cui un fornitore di energie mischia le carte così come ha fatto Repower, tirando in mezzo Il Ministero, un’autorizzazione a verificare le conoscenze dei consumatori, a me sembra, come detto, un approccio non veritiero, quindi ingannevole.

      L’intento di Repower era di conoscere i dati di consumo e spesa del consumatore, al fine di formulare poi un’offerta alternativa; la convinzione poi che gli operatori dei call center siano persone che ne sanno di più è ormai morta e sepolta da tempo e le mie vicissitudini con Eni e Vodafone, sono lì a dimostrarlo.

      Se il consumatore vuole un’informazione indipendente che lo aiuti a scegliere il fornitore di eneregia, un’assicurazione ed altro, può avvalersi ad esempio di Supermoney che perlomeno è effettivamente un sito web certificato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).

    • Massimiliano
      6 febbraio 2014

      Caro Walter, è così gentile da dirmi cosa fa col tempo che ha risparmiato scrivendo k anzichè ch?

  2. Reno
    28 luglio 2012

    Quli sono le società per il business più affidabili e vantaggiose?

  3. maurizio serapini
    3 settembre 2012

    Repower si rivolge alle sole aziende e non ai privati, questo proprio per garantire un servizio personalizzato e trasparente

    • paoblog
      3 settembre 2012

      e che c’entra il fatto che si rivolgano alle aziende, con le modalità di approccio spiegate nel post?

      • michele
        15 settembre 2013

        c’entra che ai privati non forniscono servizi nè energia. quindi non t’hanno chiamato quelli di repower ma di eni power ! quelli di repower mi forniscono da dieci anni in azienda e sono chiari e corretti e i miei clienti mi hanno seguito!

      • paoblog
        15 settembre 2013

        Se non fosse che mi hanno chiamato in azienda, ragion per cui 😉 era Repower …

  4. Pingback: Vendite di luce e gas truffaldine: ora si spacciano per l’Autorità « Paoblog

  5. Imparalitaliano
    19 giugno 2014

    Ciao paoblog.

    Ho visto il post cercando un po’ di notizie su Repower visto che me ne parlano bene e voglio cambiare fornitore, e fra tante notizie incoccio in questa, per cui vorrei scrivere due parole e la mia esperienza.

    Il consulente in oggetto ha sicuramente detto una sciocchezza forzando un po’ la mano…. hai mai provato a vendere qualcosa, soprattutto al giorno d’oggi? 😉

    Non vedo cosa ci sia di male nel chiedere ad un imprenditore i suoi consumi. Stando a quello che dichiara Repower e secondo il tuo post, in cambio di questa “ingannevole” richiesta, il suddetto imprenditore riceverebbe una consulenza gratuita su come imparare a non essere truffato veramente. Mi sembra legittimo da parte di repower chiedere poi un incontro. Mi pare inoltre che goda di un’ottima nomea e reputazione. Ho parecchi amici e colleghi che sono clienti da anni e non hanno mai potuto lamentarsi di nulla, fatture mensili puntualissime e prezzi davvero concorrenziali… oltretutto un consulente personale sempre a disposizione.

    Ah.. e ti correggo su una cosa: so per certo che non hanno un call center per la vendita, sono i consulenti che chiamano e danno nome e cognome..

    Cacchio, dovrebbero assumermi! ;D

    • paoblog
      20 giugno 2014

      Il commento è viziato da un errore comune a molti ovvero non si tiene riferimento della data di pubblicazione del post che per l’appunto risale al marzo 2011.

      Detto questo confermo quanto scritto a suo tempo ovvero nel 2011 mi ha chiamato un operatore di call center. Quest’anno invece sono stato contattato alcune volte da persone che si sono presentate e con il numero in chiaro, segno che probabilmente la società ha modificato in meglio le modalità di contatto.

      Circa le affermazioni fatte dall’operatore, resto dell’idea che sia stata una notevole forzatura, peraltro addottata in quel perido anche da altre società del settore. Vedi ad esempio: https://paoblog.net/2012/09/13/utenze-27/

      E francamente presentarsi con l’ipotesi di una fatomatica operazione di controllo costi autorizzata dal Ministero, ovvero con una balla confezionata ad hoc, mi sembra una richiesta illeggittima e che non mi tuteli affatto da un’eventuale truffa, termine che uso seguendo le tue parole, ma che in realtà è fuori contesto ed abusato da molti.

      La truffa è una cosa ben più grave di un’eventuale scorrettezza commerciale.

      Eni ad esempio non mi ha truffato, ma ha dimostrato una scorrettezza radicata e continuativa.

      Circa Repower, sul Blog non ci sono post che diano voce a lamentele di lettori ed io non ho sentito nulla in merito, per cui sulla società ed i suoi comportamenti non ho scritto una parola.

      • Imparalitaliano
        16 luglio 2014

        Ciao Paolo,
        Qualche piccola precisazione, giusto per chiarire.
        1) ho fatto per caso qualche riferimento alla data nel mio commento? No. Ho visto perfettamente la data di pubblicazione, ma il commento non aveva un riferimento cronologico particolare, stava più a voler essere un “aggiornamento sulla situazione” e una testimonianza
        2) ho scritto “truffa” riferito in qualche modo a te da qualche parte? ho scritto “..imparare a non essere truffato veramente..”, eventualmente…. poiché, a mio avviso, la differenza tra truffa e scorrettezza, moralmente non esiste.
        Non sei sicuramente un tipo cordiale, e avrai le tue ragioni, e mi sembra inoltre tu ti stia difendendo un po’ troppo da accuse che nessuno qui, men che meno me, ti ha fatto.
        Se mi permetti.. proprio perché sono tempi duri, sorridi un po’ di più.
        Ti auguro una buona serata. 🙂

  6. Paoblog
    17 luglio 2014

    “ti correggo su una cosa: so per certo che non hanno un call center per la vendita”

    1) Questa è l’affermazione dalla quale sono partito.

    Se mi correggi è perchè c’è un errore che invece, alla data della pubblicazione non c’era, dato che Repower aveva quelle politiche di contatto. Da qui la mia precisazione cronologica.

    2) La differenza tra truffa e scorrettezza esiste nel pratico. Ho a che fare quotidianamente con comportamenti scorretti, assolutamente deprecabili, però in un modo o nell’altro riesco a risolvere.

    Sono stato truffato con un pagamento mediante assegno rubato e sono solo fatti miei ed è stata una perdita economica secca.

    Quindi la differenza tra scorrettezza e truffa è tutta qui; nel primo caso puoi risolvere, nel secondo hai perso in partenza.

    Sebbene l’Etica, in ambito lavorativo e/o personale sia per me un valore che perseguo, resta il fatto che alla fine dei giochi i conti economici devono tornare, per cui preferisco essere vittima di scorrettezza che di truffa.

    “mi sembra inoltre tu ti stia difendendo un po’ troppo da accuse che nessuno qui, men che meno me, ti ha fatto.”

    Io non mi sto difendendo. Hai scritto delle osservazioni a quanto scritto, che mi hanno fatto pensare che non mi sono spiegato bene oppure tu non mi hai capito e quindi sto semplicemente argomentando per fare capire al meglio il mio sentire.

    “Non sei sicuramente un tipo cordiale….”

    Ci conosciamo così bene da farti sapere che “sicuramente” non sono un tipo cordiale?

  7. Simone
    5 gennaio 2015

    Caro Paoblog Mi permetto di rispondere dato che sono un consulente di Repower Divisione Vendita Italia Spa.

    Faccio regolarmente corsi di formazione e aggiornamento presso la sede di Milano a carico dell’azienda ritengo che un utente medio non sia in grado da solo di decifrare la bolletta a meno che qualcuno non voglia dire che i corsi che facciamo siano completamente inutili e quindi l’azienda spenda soldi inutilmente. In molti casi sono presenti voci, soprattutto nelle fatture gas, che il cliente non uso domestico bensì azienda non conosce e quindi paga inutilmente.

    Se lei è stato contattato telefonicamente da un incaricato Repower e stato sicuramente per un contatore intestato ad un’azienda e non a un privato.

    Ritengo che se un’azienda spende € 40.000 di bollette in gas e io riesco a fargli risparmiare un terzo penso di aver reso un servizio a quell’azienda, inoltre dato che lei non ha voluto ricevere il mio collega non capisco su cosa basa una possibile truffa dato che non conosce il nostro sistema remunerativo ed è controproducente per noi far firmare un contratto senza avere fidelizzato il cliente.
    GFK Eurisco nel 2013 ha posizionato la nostra azienda al primo posto in tutte le voci per soddisfazione del cliente.

    Prima di scrivere articoli tendenziosi senza prima conoscere l’argomento la invito a informarsi dato che persone investono tempo e professionalità onestamente.

    Anche perché altrimenti potrei pensare che lei stia gettando fango su un’azienda che non conosce solo per aumentare le visualizzazioni del suo blog, ma sicuramente non è così,vero?

    A disposizione per ogni chiarimento. Simone

    • paoblog
      6 gennaio 2015

      non capisco su cosa basa una possibile truffa

      Sarebbe interessante scoprire dove abbia parlato di truffa nel post, tanto più considerando che proprio in risposta al primo commento ribadisco che: “Ho scritto di una truffa? Oppure di approccio sbagliato?”

      E fra gli ultimi commenti, ad un lettore che ha parlato di truffa, in senso lato, non nello specifico, ho ribadito il fatto che “La truffa è una cosa ben più grave di un’eventuale scorrettezza commerciale. Eni ad esempio non mi ha truffato, ma ha dimostrato una scorrettezza radicata e continuativa. Circa Repower, sul Blog non ci sono post che diano voce a lamentele di lettori ed io non ho sentito nulla in merito, per cui sulla società ed i suoi comportamenti non ho scritto una parola.”

      Continuo a citare la prima risposta: “Nel momento in cui un fornitore di energie mischia le carte così come ha fatto Repower, tirando in mezzo Il Ministero, un’autorizzazione a verificare le conoscenze dei consumatori, a me sembra, come detto, un approccio non veritiero, quindi ingannevole.”

      Ed infatti nell’aggiornamento evidenziato in calce al post scrivo: “E’ necessario specificare che l’approccio di Repower è stato modificato ed ora le telefonate sono fatte con la giusta trasparenza e, in linea di massima, chi mi contatta (con minore frequenza ed insistenza di altri) accetta un “Non mi interessa come risposta.”

      Come già evidenziato nei commenti precedenti, i post hanno una data che li colloca in un periodo preciso e quello in questione risale al 2011 ed il mio aggiornamento conferma che le modalità di contatto sono cambiate, in meglio, cosa che non si può dire di altre società.

      Come sempre sul Blog non si getta fango, ma si raccontano situazioni vissute in prima persona ed i post vengono aggiornati, come avrà notato, a testimonianza del fatto che è mia premura essere preciso, veritiero ed attendibile, come attestato da più fonti, ben più qualificate di me.

      • Simone
        6 gennaio 2015

        Sono entrato nel suo blog per curiosità dato che cercavo truffe relative a Enel Energia ed Eni per un mio cliente… Successivamente per curiosità sempre su google ho digitato “truffe repower” e il primo che è uscito è stato il suo blog.
        Ho letto tutti i commenti già ieri e lei effettivamente non ha mai parlato di truffa ma ha raccontato un episodio successo a lei generalizzandolo e dando appunto il nome ” e anche repower sbaglia approccio” …. Se io la contatto io non sono Repower io sono Pino Simone e sono un consulente che lavora per Repower. Dire che siamo stati autorizzati dal ministero dell’energia e sicuramente una forzatura né più e nemmeno di quella che fa lei facendo passare un singolo addetto repower che fa questa affermazione come se fosse la repower.
        Le parole hanno un peso e una valenza molto importante! Curioso che lei non si senta raggirato da Eni, azienda condannata nel 2014 per fatturazioni scorrette ai danni dei clienti e obbligata a risarcire 25 euro a cliente… Una fatturazione scorretta per me è truffa perché non mi fa capire quanto pago realmente, ma qui subentra un discorso soggettivo e non voglio pontificare.
        Personalmente cerco di non fare telefonate a sconosciuti ma di andare tramite referenze mi rendo però conto che qualche collega per riuscire a fissare un appuntamento possa cercare in maniera commerciale di forzare un po’ la mano senza però comunque ingannare il cliente finale dato che sarebbe un danno prima per lui che per il cliente.
        REPOWER è un’azienda che basa la propria vendita su agenti con partita Iva quindi su imprenditori non siamo tutti uguali quindi qualcuno può piacere qualcun altro meno, molto probabilmente io Non le andrei a genio più di tanto😁
        Con questa mia precisazione spero che si possa leggere il commento precedente come una provocazione bonaria un po’ come quella che ha fatto lei a REPOWER.
        Le auguro una buona Epifania e un buon 2015 e quando la contatterà il mio collega me lo saluti e gli auguro buon lavoro, 😉.
        Simone

  8. Paoblog
    6 gennaio 2015

    Questo è un Blog personale, ragion per cui va da sè che quando scrivo faccio riferimento a quanto vissuto in prima persona.

    Nello stesso tempo nel momento in cui mi chiama un operatore di Repower, va da sè che lui per me rappresenta l’azienda, così come accade per ogni società dove i dipendenti agiscono per nome e per conto delle società per cui lavorano.

    Se il suo collega citato nel post ha sbagliato approccio, “forzando la mano”, va da sè che la scorrettezza l’ha fatta lui, ma coinvolge (e danneggia) l’azienda per cui lavora.

    Come già detto, va a favore di Repower il fatto che le cose siano cambiate in meglio, tanto più se si valuta che “gli altri” non hanno fatto altrettanto ed i corsi di formazione restino aria fritta. (Vedi: https://paoblog.net/2014/09/18/utenze-enel-3/ ).

    Per quanto riguarda Eni, alla quale è addirittura dedicata una categoria a sè, è evidente che come (ex)-cliente mi senta maltrattato dalla loro scorrettezza, dalle mancate fatturazioni, (che, contenti loro, mi hanno fruttato 240 € di penali 😉 ), dalla sovrafatturazione, dalla sottofatturazione e via andare, ma resta il fatto che le parole sono effettivamente importanti e la scorrettezza commerciale non è truffa.

    Non importa il nostro “sentire”, importa il fatto che il significato della parola truffa sia: “il ricavare illecito profitto ingannando qualcuno con raggiri” e se lei ha trovato questo post scrivendo “Repower e Truffa” è proprio perchè c’è stato un uso inappropriato del termine nei commenti, e va da sè che più si cita una parola e più questa sarà abbinata al post.

    Ed infatti nonostante sia presente la categoria “Truffatori & Furbetti” questo post ne è escluso.

    Da parte mia, nel corso del 2014 in azienda abbiamo cambiato fornitore di Energia (luce) e Telefonia a testimonianza che se l’approccio del venditore è corretto, che sia al telefono oppure che suoni alla porta, il risultato lo porta a casa.
    (Vedi: https://paoblog.net/2014/12/15/utenze-49/)

    Chi invece addomestica la realtà a suo vantaggio oppure “gioca sporco”, non andrà da nessuna parte.
    (Vedi: https://paoblog.net/2014/12/12/lavoro-91/)

  9. beppe
    11 febbraio 2015

    mi permetto di entrare in punta di piedi, sulla questione, sono un operatore del settore, non lavoro per RePower, e lavoro esclusivamente con utenze industriali altoconsumanti; fatta questa doverosa precisazione, per esperienza acquisita, opero dal lontano 2003, in genere si dovrebbe fare mente locale sulle tipologie di errori in fattura, se intenzionali, o frutto di mancate letture da parte dei Distributori Locali od altro ancora.

    Nel primo caso AEEG ha uno sportello online attraverso il quale si può tranquillamente fare una segnalazione e si verrà contattati, e peraltro un veloce giro sui blog permette di farsi una idea sulla veridicità delle affermazioni del venditore.

    Nel caso di mancate letture, sia di gas che di power, il responsabile unico è il locale Distributore Locale, per cui in mancanza di dati certi, il trader chiunque esso sia fatturerà in acconto , salvo conguaglio, in genere questo riguarda esclusivamente le basse tensioni, è assai raro il caso di letture stimate nella media tensione.

    In fattura compare la dizione a proposito delle letture se stimate o se reali, nel primo caso se si ritiene il consumo fatturato anomalo, ci si rivolge al fornitore per la rettifica dei dati.

    Sul mercato industriale in genere i prezzi sono frutto a monte di negoziazioni giornaliere e si riflettono pertanto sul cliente.
    L’AEEG pubblica sul proprio sito i nominativi dei fornitori con i quantitativi venduti, dare una occhiata a questa “classifica” ci da una idea precisa della controparte.

    Spero di non avere irritato alcuno

  10. ALESSANDRA LAZZARI
    11 ottobre 2017

    Mi inserisco per parlare di A2A. E’ quasi un anno che mi fattura erroneamente con l’IVA al 22 anziche al 10%.

    Essendo azienda agricola abbiamo compilato l’apposito modulo, che ogni gestore fa compilare ( sono 20 anni che lo facciamo ) per usufruire dell’iva agevolata.

    Ultimamente mi hanno mandato una raccomandata affermando che , essendo noi anche agriturismo, non siamo azienda agricola, ma turistica !! E quindi non abbiamo diritto all’iva agevolata. A parte l’abissale ignoranza in termini di legislazione ( o voluta ignoranza.. ), è evidente che dovremo far intervenire un legale.

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