Da Roma arrivano spesso i racconti di Francesco circa i tassisti.
Abbiamo conosciuto quelli prepotenti ed arroganti, gli indisciplinati, ed uno che potremmo definire trasversale, senza dimenticare il tassista un passo avanti, con la Prius, così come quello con le cinture di sicurezza posteriori fuori servizio ed infine quello fricchettone.
Oggi tocca ad altri due tassisti… 😉
Oggi per questioni di lavoro ho preso due taxi. All’andata ho viaggiato su una delle automobili oggi più sicure, ecologiche e tecnologiche che ci siano in commercio: la Toyota Prius ibrida, cioè funzionante con doppio motore benzina-elettrico. Si trattava, però, non dell’attuale modello, ma della seconda serie (prodotta dal 2004 al 2009).
Rispetto all’attuale modello, che da passeggero di taxi conosco meglio, la seconda serie è meno curata negli interni, però molto comoda ugualmente. E, inoltre: il grande display di controllo del funzionamento dei due motori, posto al centro della plancia e ben visibile anche a chi siede dietro, consente di “divertirsi” a guardare quanto si consuma e, soprattutto, quanto non si consuma nel momento in cui si viaggia con solo l’uso del propulsore elettrico.
E, in effetti: avendo percorso un tratto della via Olimpica (una sorta di tangenziale interna, una specie di raccordo anulare a quattro corsie a scorrimento veloce all’interno del GRA che consente di spostarsi rapidamente, quando non è intasata!, tra alcuni quartieri senza dover passare dal centro della città) ho notato come in quelle circostanze funzionava solo l’elettrico senza consumare benzina, così come nei tratti in discesa e nelle frenate in cui si azionava il recupero di energia.
Il serio tassista cinquantenne mi ha detto di come egli è contento di avere la Prius, e di come è più comodo e conveniente per chi fa quel lavoro usare una automobile così. In 4 anni ha percorso 300.000 km senza mai dover ricorrere a riparazioni e persino la manutenzione ordinaria è quasi nulla. Con il cambio automatico sul tipo di quello in dotazione alla Prius, guidare è più rilassante e permette minor manutenzione.
L’unica pecca, mi ha detto, è la scarsa attenzione di Governo e Amministrazione Comunale verso le vetture ibride. Mi ha detto che tutte le promesse in merito a incentivi riservati ai tassisti per l’acquisto di vetture ibride sono rimaste promesse senza mai venir attuate. Mi ha anche riferito di come pochi clienti conoscono quel tipo di macchina e la tecnologia ibrida: segno che in Italia c’è poca attenzione verso l’informazione su questo tipo di motori la loro diffusione.
Al ritorno ho trovato una tassista ragazza, bionda, molto molto carina, solare, sorriso luminoso con una scassatissima e scomoda Renault Megan SW, nella quale non funzionavano neppure le cinture di sicurezza posteriori che, quindi, non ho potuto allacciarmi con mio disappunto. Ma era piena di pupazzetti e giocattoli del figlio di tre anni. Tassista gioiosa e ambiente di lavoro gioioso.
Le ho chiesto come si trova a fare questo lavoro da maschio, pericolosamente sulla strada alla mercè di qualsiasi pazzo possa capitarle in auto, ecc… Mi ha detto: alla fine sono più i lati positivi, gli incontri strani che si fanno, le persone buffe su cui si potrebbe scrivere un libro che si vedono, i clienti ai quali devi fare quasi da psicanalista…
E mi dice: io accolgo tutti con un sorriso e la mia solarità: questo mi facilita il lavoro e mi fa sembrare un lavoro comunque faticoso più bello.
L’auto sarà stata non il massimo, anche per la sicurezza (però lei guidava prudente senza correre e molto lineare, in modo da privilegiare il comfort dei clienti), ma sicuramente è la migliore, la più simpatica e più bella tassista che abbia mai incontrato…
Riflettevo, allora, su questo.
Ecco: da un lato il progresso, il risparmio, l’ecologia e la sicurezza: con la tecnologia ibrida della Toyota Prius. Dall’altro una condizione più precaria, ma solarità e gioia quasi infantile di una giovane mamma che fa la tassista.
L’ideale sarebbe accogliere la prima condizione senza perdere la seconda.
Sicuri, tecnologici e solari, gioiosi.
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