Leggo sul Corriere:
Ma quando i cortei del No Tav si snodano, la protesta non si limita al «Blocchiamo tutto», ma colpisce anche i muri. Facciate di palazzi e saracinesche di negozi tra l’altro già da tempo bistrattati da pseudo artisti che si definiscono writers.
Ma che molti cittadini milanesi considerano imbrattatori da punire. Nella sola via Settembrini, non lontano dalla stazione Centrale, sabato 25 febbraio un corteo No Tav ha colpito duramente. In duecento metri di strada, dal civico 27 al 60, sono riusciti a scrivere 177 volte.
Interessante leggere, in un altro articolo, che:
L’Amsa da due anni non può più rimuovere i graffiti dai muri degli edifici pubblici. Nel febbraio del 2010 una sentenza del Consiglio di Stato ha respinto l’affidamento diretto da parte dell’Amm.ne Comunale all’Amsa del servizio di cancellazione graffiti dagli edifici pubblici, in seguito ad un ricorso presentato al Tar da una Società con l’appoggio di Assoedilizia.
L’Associazione Nazionale Antigraffiti raccoglie le segnalazioni di nuove tag per realizzare una mappa delle imbrattature in città.
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