un articolo di Roberto La Pira che leggo suIl Fatto Alimentare
Red Bull per promuovere Flugtag, un evento che si terrà all’idroscalo di Milano, ha tappezzato alcune fermate della metropolitana con decine di manifesti e striscioni lunghi 5-6 metri.
Lascia perplessi la scelta di utilizzare per la campagna pubblicitaria disegni di personaggi simili a quelli dei cartoni animati, che inevitabilmente catturano l’attenzione dei ragazzini.
Red Bull è però una bevanda energetica sconsigliata ai più più giovani, per l’elevato tenore di caffeina pari a quello di una tazzina di caffè, e non solo. Viene allora spontaneo chiedersi perchè la società ha deciso di utilizzare disegni per “bambini” se il destinatario è un giovane che ha raggiunto la maggior età.
Red Bull è un prodotto chiacchierato perché spesso viene utilizzato per allungare i superalcolici e cercare di attenuare l’effetto sonnolenza dovuto all’alcol. (A questo proposito leggi Energy drink & Alcol)
Proprio per questo motivo la società ha dovuto pagare una multa di 80 mila euro stabilita dall’Antitrust perché in un messaggio incoraggiava a utilizzare la lattina per fronteggiare stati di sonnolenza mentre si guida l’automobile e si è molto stanchi.
C’è di più il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) ha finito di elaborare un documento abbastanza critico sugli energy drink che verrà pubblicato tra qualche settimana.
A frotne di tutti questi elementi perché “indirizzare” una campagna pubblicitaria di un prodotto destinato agli adulti ai ragazzini piccoli. Certo il giochino del tuffo è divertente, ma è questo un buon motivo?
Red Bull troverà dei validi argomenti per dire che il fumetto è sempre stato presente in molti manifesti e che non è indirizzato ai ragazzini, ma questa iniziativa mi ricorda i produttori di sigarette che negli anni 70’ promuovevano con il loro logo i concerti rock frequentati dai ragazzini.
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