A Cuneo il comando della Polizia Stradale del capoluogo, dopo una laboriosa indagine, ha incastrato i maldestri responsabili di una tentata truffa a una compagnia assicurativa. Ecco la ricostruzione dei fatti.
Lo scorso novembre la Polizia Stradale del capoluogo era intervenuta per i normali rilievi in occasione di un incidente tra due vetture. Il conducente di quella che l’aveva provocato, una Peugeot 207, era fuggito senza prestare soccorso alla donna che guidava l’altro veicolo, un fuoristrada Toyota, che era rimasta ferita.
Circa un’ora dopo l’incidente s’era presentato sul posto il proprietario dell’auto investitrice, il 26enne F. R., residente a Roccavione, dichiarando che l’auto gli era stata rubata mentre lui era in discoteca. Il ragazzo era accompagnato da un coetaneo, E. D., anch’egli di Roccavione, che confermava la circostanza: il furto era stato scoperto quando i due erano usciti dal locale e non avevano più trovato l’auto.
Nelle ore successive, infatti, l’intestatario della vettura provvedeva a denunciarne regolarmente il furto …
Per leggere in dettaglio la vicenda, puoi continuare la lettura dell”articolo di SicurAuto, ma è importante capire che siamo tutti ben più che Cornuti & Mazziati da vicende di questo genere, come ben spiega SicurAuto in chiusura, visto che paghiamo, come cittadini, le spese per lunghe e costose indagini e come automobilisti paghiamo di più la Rca per compensare il danno di queste truffe. Mi chiedo perchè, una volta riconosciuta la colpevolezza, non far pagare ai furbacchioni il costo delle indagini:
A margine della vicenda che ha sporcato la fedina penale dei tre giovani incoscienti c’è da rilevare che la complessa attività investigativa necessaria a incastrarli ha mobilitato per settimane agenti di polizia, tecnici, magistrati, esperti di telecomunicazioni e biologi.
Tutti i costi (elevati) di queste prestazioni vengono ovviamente sostenuti dalla comunità ed è triste constatare come il lavoro di queste persone, invece di essere impiegato per contrastare la grande criminalità, debba essere utilizzato per smascherare tali stupide macchinazioni che, quando riescono (e chissà quante volte riescono), contribuiscono tra l’altro a far lievitare i premi assicurativi a danno degli automobilisti.