Parlo per esperienza personale. Come giustamente fanno notare nell’articolo che segue, le tariffe non sono tutto, la vera difficoltà è trovare un bravo avvocato. La fiducia, poco da fare, arriva cammin facendo e se il cliente è intelligente non la lega ai risultati ottenuti in quanto bisogna togliersi dalla testa che la Giustizia sia giusta. Fidatevi, non lo è.
Spesso si riesce a trovare il giusto compromesso, ma se da un lato le leggi sono obsolete rispetto ai tempi ed alle problematiche attuali è anche vero che troppo spesso l’interpretazione di un giudice differisce completamente rispetto ad un altro. Oggi hai ragione, domani hai torto. Eppure i fatti sono sempre gli stessi.
Per le mie problematiche personali ho avuto a lungo la necessità di un avvocato che mi tutelasse e/o difendesse. Ho utilizzato lo stesso avvocato civile dell’azienda, ho avuto un servizio puntuale, preciso, ad un costo assolutamente onesto, persino basso, sentendo le cifre di altri. Causa la chiusura dello studio legale per motivi di salute dell’avvocato, ho dovuto muovermi per trovarne un altro. E qui sono cominciati i dolori.
Quello consigliatomi dal mio ex avvocato (che successivamente si è ricreduto nei suoi confronti), si era dimostrato poco incline ad assumere l’incarico e solo la dritta da parte del nuovo avvocato che seguiva le problematiche aziendali (ovvero i mancati pagamenti 😉 ) mi ha fatto conoscere l’ottimo avvocato attuale. Ottimo, sia a livello umano sia professionale, tuttavia molto più caro del mio avvocato precedente.
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Il rapporto tra avvocato e cliente è vecchio come il mondo; la relazione tra i due è sorta nel preciso momento in cui un essere umano ha avuto bisogno, per risolvere i propri problemi, delle prestazioni professionali di un altro individuo (il discorso vale anche per commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri, architetti ecc.), il professionista per l’appunto. Il cliente auspica normalmente di trovarsi al cospetto del miglior professionista che applichi l’onorario più basso. I professionisti però non sono tutti uguali e non hanno la stessa esperienza e preparazione.
Il cliente deve prestare attenzione al suo interlocutore per capire in che modo si pone in relazione alla sua pratica. Pertanto, il costo dell’onorario può essere un indice della futura prestazione ma non il solo. Il fatto di chiedere onorari consistenti può non essere, di per se, la prova che la pratica sarà seguita dal professionista con la massima attenzione. Il cliente dovrà invece esporre al professionista, senza paura e nell’ottica di un proficuo scambio di vedute, i propri dubbi e timori.
L’avvocato dovrà fare uno sforzo per rendere comprensibile al suo assistito lo scenario giuridico che il cliente deve affrontare. La richiesta di un onorario troppo basso invece, sotto i limiti dei tariffari ormai aboliti (ed in vigore solo fino al 22 luglio 2012), rappresenta al contrario la quasi certezza di una prestazione scadente. … (segue) …
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