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Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Una lama di luce

di Andrea Camilleri

Sellerio Editore – Pagg. 263 – € 14,00

Trama:  Pur di evitare un incontro con il Questore e con la più alte autorità, Montalbano decide di godersi i quadri di Mafai, Guttuso, Donghi, Pirandello in compagnia dell’affascinante gallerista Marian. Fra i due nasce un’intesa che rischia di mettere in crisi il rapporto con Livia.

L’indomani mattina in commissariato il signor Di Marta denuncia l’aggressione e la rapina avvenute la sera prima ai danni della giovanissima moglie Loredana, ma la vicenda sembra risolversi facilmente, tuttavia alcuni piccoli dettagli non convincono il commissario, insinuandogli il dubbio che la verità sia molto più complessa di quanto sembra: troppe incongruenze, troppe domande in sospeso, tre vicende che si combinano tra loro, tre piste da seguire.

Perché una donna come Marian, vissuta per lungo tempo a Milano, ha deciso di aprire una galleria d’arte in un paese arido e sperduto come Vigàta? Chi si nasconde dietro il traffico d’armi in cui sono coinvolti i tre clandestini tunisini impegnati nella lotta di liberazione per la loro patria?

L’intuito e il ricordo di un sogno, per certi versi premonitore, suggeriscono a Montalbano che la soluzione del caso è molto più difficile e intricata di quanto ipotizzato inizialmente: a costruire l’ordito della trama vi sono infatti più storie, apparentemente slegate fra loro eppure…

Letto da: Paolo

Opinione personale: Nei libri di Camilleri spesso le indagini poliziesche si accavallano con le dinamiche personali del commissario Montalbano che più invecchia e più si trova alle prese con dei dubbi esistenziali ed amorosi.

Talvolta risulta più interessante l’Uomo e le sue domande che spesso sono le nostre, rispetto al Commissario ed alla sua indagine; in questo caso tutto si complica con l’arrivo di questa affascinante gallerista che sembra entrare nel cuore di Montalbano come nessuna prima…

Leggevo che i lettori si dividono in due fazioni nette ovvero Pro e Contro Livia. Io sono fraquesti ultimi e pagina dopo pagina, pur comprendendo i dubbi e gli scrupoli di Salvo, resta il fatto che mi sono trovato a pensare Questa è lavolta buona che la lascia.

Ovviamente non aggiungo una riga in merito a questa vicenda, che non sono qua a rovinare la lettura a nessuno; posso però dire che la Signora K, che milita fra i sostenitori di Livia, mi ha detto alla fine di essersi commossa.

Ma perchè?

Per l’abbandono di Livia? Per la rinascita del rapporto con Montalbano? Per tutt’altre faccende?

Non ve lo dico! L’unica cosa da fare è leggere il libro. 😉

 

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2012 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , .