Paoblog.net

Il tempo che ti piace buttare, non è buttato. (J. Lennon)

Un libro: Il risveglio della storia

Bancari, «tecnici», industriali, opinionisti sono concordi nel dirci che dobbiamo cambiare. Dobbiamo cambiare il nostro modo di considerare il lavoro e la vita consociata, i rapporti mondiali e l’esistenza individuale; altrimenti, la crisi ci porterà via, come infimi relitti, verso l’oceano della povertà definitiva. Per i nostri padroni, dice Badiou, «questa è la legge del mondo».

Ma questo libro – la prima e più autorevole interpretazione filosofica della nuova stagione di rivolte mondiali, dalla primavera araba agli Indignados a Occupy – sostiene una tesi diversa: un nuovo mondo sta nascendo, basato su tutt’altre regole.

Un mondo che rigetta le parole d’ordine della «modernizzazione» e della «riforma», sotto le quali si traveste un tentativo di regressione politica senza precedenti, volto a adeguare la produzione e la vita stessa ai dogmi di un liberismo oligarchico e ottocentesco; un mondo che – sebbene in maniera ancora confusa e dispersa – a quest’ordine si ribella esplicitamente, entrando in quello che Badiou chiama «il tempo delle rivolte».

Rivolte attraverso le quali il «risveglio della storia» dovrà dar luogo a un «risveglio dell’Idea»: l’idea di comunismo, un comunismo antidogmatico e in fieri, che rilanci l’insopprimibile aspirazione dell’uomo alla giustizia, all’eguaglianza, all’universalità.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24 luglio 2012 da in L'angolo dei libri - Le nostre segnalazioni con tag , , , , .