Consiglio la lettura integrale della lettera che un lettore ha inviato al Corriere con la quale racconta il furto della sua bicicletta e quello che ne è seguito; pubblico solo la sintesi di alcuni passaggi di questa vicenda nella quale il cittadino si ritrova, al solito, Cornuto & Mazziato.
Giovedì 4 ottobre 2012, arrivo a Palazzo Marino per assistere a una conferenza. Giungo in bicicletta. Purtroppo devo usare la mia mountain bike (di seconda mano), ad elevato rischio furto, perché diversi mesi fa, mi è stata rubata la mia bici tradizionale, di seconda mano e con diverse macchie di ruggine, che in teoria non doveva essere molto appetibile, ma che ora non ho più (è la quarta o la quinta che mi è sparita a Milano, ho perso il conto!).
Chiedo ai vigili all’entrata di Palazzo Marino se posso parcheggiarla nel cortile, ma solo i dipendenti di Palazzo Marino possono parcheggiare in cortile; mi consigliano di annotarmi il numero di telaio della bici, perché in caso di furto, potrei fare denuncia e provare che era di mia proprietà.
Col cellulare fotografo il numero di telaio e i due vigili con in mano la mia bici.
Un po’ dubbioso la incateno alla rastrelliera, ma vengo parzialmente rassicurato dal notare che sopra vi sono due telecamere, per la sorveglianza di Palazzo Marino.
Entro nel palazzo alle 14.35. Alle 16.20 esco da Palazzo Marino, vado in via Marino e della mia bici trovo solo la catena, tranciata per bene. Torno dai vigili, gliela mostro e mi dicono che non possono di certo fare il palo alle bici, anche se sono a 20 metri da loro! Mi consigliano di fare denuncia alla Polizia, la quale potrà accedere alle immagini delle telecamere.
17.30: entro al Commissariato di piazza San Sepolcro, dove l’agente Di Bello mi riceve dopo solo 5 minuti di attesa, e mi consiglia poi di andare immediatamente in piazzale Cantore, dove vengono rivendute ai ricettatori le bici rubate, e mi invita, nel caso la trovassi lì, a chiamare il 113. E mi consiglia anche di andare sabato e domenica ai mercatini di Porta Genova e San Donato per cercarla anche lì.
18.15: arrivo in piazzale Cantore. Il parco giochi per bambini è occupato da una decina di uomini con facce non troppo rassicuranti, uno con diverse banconote da 50 euro in mano. Due hanno due bici nuove. Tiro fuori il cellulare, e comincio a fotografare le bici e gli uomini che mi stanno intorno. Uno scappa immediatamente, un altro si avvicina, mi insulta e mi minaccia fisicamente, cercando di aggredirmi. Esco dai giardini, entro in un bar e chiamo il 113 denunciando una tentata aggressione.
Il 113 mi dice che devo chiamare il 112. Chiamo il 112. Squilla. Non risponde nessuno. Lascio squillare 10 volte, cade la linea. Richiamo. Idem. Richiamo il 113. Non risponde più nessuno. Cosa devo concludere?
Devo constatare che qualcosa non funziona: è ampiamente noto a vigili e polizia che nel parcheggio di Via Marino di fronte al numero 7 avvengono regolarmente furti di biciclette; eppure ad esempio, nessuno si è preoccupato di installare una telecamera.
Preoccupante il fatto che il 112 o al 113 non siano in grado di inviare tempestivamente un auto in caso di necessità o addirittura che non rispondano a chi chiama.
Consiglio anche di leggere come prosegue la vicenda con vigili che chiedono i documenti al derubato ed ignorano i ladri…
Leggi anche questo articolo…
I commenti sono chiusi.
pazzesco!
Domanda….
ma le tasse che paghiamo, servono anche a questo????