Alcuni giorni fa avevo letto sul Corriere un articolo dedicato ad un’iniziativa che conosco da anni ovvero Tappoachi?, promossa da Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi di legno in Italia.
Come spiegano sul sito di Rilegno: Tappoachi? è il progetto nato per raccogliere, ritirare e avviare al recupero i tappi di sughero. Dopo la prima fase di sensibilizzazione che ha visto coinvolte le cantine di alcune regioni associate al Movimento Turismo del Vino (MTV) a fine 2009 è stato attivato un protocollo di intesa sul Comune di Valdobbiadene (TV) per avviare la raccolta diffusa territoriale dei tappi di sughero sul Comune Trevigiano.
A partire dal 2010 Tappoachi? ha preso la sua forma definitiva e oggi si esprime attraverso protocolli di intesa e accordi con i gestori di igiene ambientale che si rendono disponibili ad aderire sui singoli territori, seguendo la falsariga delle convenzioni che il consorzio Rilegno già attua a livello locale per il ritiro e il recupero dei rifiuti da imballaggi legnosi.
Il progetto Tappoachi? si rende operativo attraverso il posizionamento di contenitori in isola ecologica o in altri luoghi individuati dal gestore o dal Consorzio: resta inteso che l’attivazione del progetto è subordinata alla sottoscrizione di un accordo condiviso.
Rilegno desidera garantire un risvolto sociale di questa tipologia di raccolta, destinando gli eventuali proventi ad associazioni o enti o strutture del territorio interessato, individuate di concerto con gli altri attori dell’accordo e definite al momento della stesura del protocollo.
A prescindere da questa interessante iniziativa, a casa raccogliamo abitualmente i tappi di sughero in un vaso di cristallo posto in cucina, (è pure piacevole a vedersi), e, un paio di volte all’anno li portiamo nel negozio di Naturasì.
Che sia Naturasì oppure Rilegno, ci sono i modi per fare la cosa giusta, evitando di sprecare risorse riciclabili con nessuna fatica ed un impegno ridotto ai minimi termini.